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Sabato, 28 Gennaio 2023
Politica Galatina

In tredici hanno deciso il destino dell’amministrazione Coluccia

Consiglieri di opposizione e di maggioranza hanno sparigliato gli equilibri a Palazzo Orsini: compatti Pdl e Pd, a loro si aggiungono i dissidenti Socialisti e due membri centristi, sinora interni al governo di Coluccia

GALATINA - Non è finita un’epoca con la caduta dell’amministrazione Coluccia. Semmai prosegue l’era dell’instabilità degli esecutivi a Galatina. Un dettaglio non di poco conto, che inizia ad assumere connotati preoccupanti. A staccare la spina alla giunta, peraltro dopo alcuni mesi in cui i venti della crisi soffiavano su Palazzo Orsini, sono stati tredici consiglieri di diversa collocazione politica.

In breve, il riassunto delle ultime evoluzioni: all’opposizione, com’era noto dalle dichiarazioni ufficiali, il Pd, che aveva avuto un confronto con il segretario provinciale, Salvatore Capone, aveva preannunciato una mozione di sfiducia ai danni di Giancarlo Coluccia. Il Pdl, dal canto suo, aveva mostrato di recente una posizione di dissenso, ma comunque attendista. I “moti carbonari” sono partiti dall’interno, con i malumori dei socialisti, che hanno ingaggiato con l’ex sindaco un lungo tira e molla sul peso del gruppo nella maggioranza di governo e su alcune decisioni non pienamente condivise. Da qui, la decisione delle dimissioni dei due assessori, Spoti e Garzia, e il passaggio della componente all’opposizione.

Coluccia ha pensato di poter evitare la crisi, azzerando le deleghe e facendo ripartire il dialogo con i partiti per riproporre una nuova alleanza. Ma in quel frangente, sono arrivare le firme contestuali di dimissioni all’ufficio Protocollo del Comune dei consiglieri Maurizio Fedele, Francesco Sabato e Giuseppe Viva per il Pdl, di Piero Lagna, Daniela Sindaco (che pure qualcuno aveva visto come possibile nuova alleata del sindaco) e Daniela Vantaggiato per il Pd, di Davide Quarta per “I Galatinesi”, di Maria Grazia Sederino per Moderati e Popolari, di Marcella Biancorosso, Giuseppe Marrocco, Massimo Sparatane e Giuseppe Spoti per i Socialisti.

Antonio Pepe.-3-2-2Decisivi, però, sono risultate le dimissioni di due esponenti della maggioranza, quelle di Antonio Pepe (tornato nell’Udc, dopo essere precedentemente rientrato nel centrodestra, ma ora forse nuovamente pronto a lasciare il partito centrista) e Marco Lagna di Io Sud, che i ben informati spiegano si sia dimesso per ragioni di carattere personale.

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