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Croce uncinata all'ex Inpdap dopo lo sgombero dello spazio Terra Rossa

A una settimana dal sequestro dell'edificio che era stato occupato a luglio dal collettivo, una mano ignota ha impresso una svastica. Era già accaduto in via Casavola

LECCE – Come a simboleggiare una riconquista territoriale, una croce uncinata nazista è comparsa all’ingresso dell’ex sede dell’Inpdap, in via XX settembre, per due mesi occupata dal collettivo Terra Rossa che aveva cercato una seconda casa dopo il sequestro preventivo della struttura per l’infanzia “Angeli di Beslan”, avvenuto a maggio.

Simboli come tanti ce ne sono in città, frutto di decenni di scontro e di esibizionismo ideologico, ma che in questo caso appare come uno sfregio all'esperienza dello spazio sociale. La stessa mano che ha disegnato la svastica ha probabilmente anche coperto il simbolo della falce e martello che era stato impresso in precedenza.

Il collettivo – che anche all’ex Inpdad aveva allestito corsi, laboratori, servizi di assistenza gratuiti - ricorda che anche l'asilo di via Casavola è stato "bersaglio di atti vandalici e scritte fasciste e di insulto all’esperienza autogestionaria che avevamo messo in campo”.

Per il Terra Rossa questo avviene nell’ambito di un clima politico favorevole:”Viviamo in un’epoca veramente difficile se le istituzioni, invece di sostenere l’impegno civico dei cittadini e la partecipazione collettiva, preferiscono offrire spazi di agibilità a chi predica razzismo, sessismo e intolleranza”.

“Questo – recita un comunicato del collettivo - rafforza la nostra convinzione sulla necessità del Terra Rossa e di tutte quelle esperienze in cui all’intolleranza si risponde attraverso la pratica quotidiana della solidarietà attiva. Il mutualismo come strumento sociale per la costruzione di una soggettività politica nuova costruita attorno all’idea che una società diversa sia possibile e necessaria. Noi continueremo a lavorare per una società di eguali, denunciando con forza le contraddizioni di un sistema in cui l’indifferenza è un valore e l’impegno sociale è un crimine da perseguire”.

Lo stabile di via XX settembre è stato sottoposto a sequestro, dopo che tecnici di Enel erano intervenuti insieme ad agenti della polizia municipale avendo notato la riattivazione di un contatore dell’energia elettrica. 

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