Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

Crollo a Lecce. Adriana Poli Bortone: “Che fine ha fatto la mozione di Io Sud?”

L'ex sindaco torna a chiedere conto della mozione presentata in consiglio comunale e approvata all'unanimità, che prevedeva l'utilizzo del Galateo per scopi socio-sanitari. E aggiunge: "Sproniamo la regione ad intervenire"

LECCE – Col senno di poi, si sa, non è mai utile fare i conti e, all’indomani della tragedia che ha visto la morte di due noti clochard leccesi, Dino e Veronica, il rischio è che, di colpo, la vicenda diventi il pretesto terreno di scontro da parte delle istituzioni sullo scarico delle responsabilità. Di certo, il dramma consumatosi proprio nella giornata della memoria, sembra rappresentare la manifestazione chiara dell’indifferenza di una società intera dinanzi alle tante forme di povertà presenti nella quotidianità di tutti.

Dentro questo contesto, si leva la voce di Adriana Poli Bortone, che torna a chiedere conto della mozione, presentata in consiglio comunale a Lecce da Io Sud e approvata all’unanimità, che prevedeva l’utilizzo del Galateo per scopi socio-sanitari: “Sproniamo la regione ad intervenire quanto prima – spiega - perché prima di investire su altro  si attivi in sinergia con le amministrazioni comunali al fine di destinare immobili in disuso come l’ex Galateo per garantire un alloggio alla povera gente”.

Per l’ex primo cittadino di Lecce, si potrebbe prendere esempio da Roma, dove, grazie alla buona volontà degli stessi ferrovieri, alcuni locali in disuso della stazione Termini, sono stati utilizzati come dormitori per i clochard: “Stesso discorso – afferma - potrebbe farsi alla stazione ferroviaria di Lecce. Insomma gli immobili ci sono e le soluzioni non mancano, basta intervenire per tempo. Ora resta il dolore e la rabbia per una tragedia che non doveva avvenire”.  

Leo Ciccardi del comitato popolare Nuova Rudiae, nell’esternare le proprie doglianze per la tragica e prematura scomparsa di Dino e Veronica, sottolinea che gli “amministratori politici devono fare di più per cercare di prevenire simili situazioni perché non accadano tragedie di tali dimensioni; e non mi si venga a dire che non hanno la bacchetta magica perché questa é oramai una risposta scontata”.

“L’invito che - per l’ennesima volta - faccio al sindaco e alle commissioni urbanistica, lavori pubblici e patrimonio nonché a tutte le istituzioni, aldilà dei colori politici è quello di attivarsi per rendere meno farraginoso l’iter burocratico per poter dare avvio a quanto stabilito nell’accordo di programma con la Regione e quindi approvato dalla stessa rientrante nel Piano nazionale di edilizia abitativa e finanziato con 5.000.000,00 di €”.

Sulla vicenda di Veronica e Riccardo interviene anche Annatonia Margiotta, componente della segreteria del Pd provinciale con delega alle politiche sociali, ritenendo che ci siano gli strumenti per intervenire in casi simili: “C'è una struttura sociale attiva e competente, c'è un volontariato che con spirito di abnegazione sopperisce alle mancanze delle istituzioni; questo volontariato chiede solo di essere riconosciuto, chiede di avere un ruolo più attivo nella costruzione dei piani sociali di zona, perché solo attraverso il terzo settore è possibile conoscere la realtà di un fenomeno sociale così complesso e diversificato”.

Per questo motivo, a partire proprio dal sacrificio di Veronica e Riccardo, Margiotta ritiene che si debba avere la responsabilità di dare avvio all'attuazione dei nuovi Piani Sociali di Zona, partendo da una nuova consapevolezza. Sarebbe già in programma, appena saranno approvati i dieci Piani di Zona della Provincia di Lecce, la convocazione presso la sede della Federazione provinciale del Pd, di un tavolo di lavoro che possa essere momento di formazione/informazione per un sistema di welfare community a supporto di amministratori e terzo settore.

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