Lunedì, 14 Giugno 2021
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"Curva Nord Lorusso e Pezzella". Il 2 dicembre l'intitolazione con tifosi e familiari

La giunta comunale ha approvato la delibera, alla prefettura spetta la conclusione dell'iter. I due calciatori morirono nel 1983 in un incidente stradale. Ai loro funerali parteciparono in migliaia

il 3 dicembre del 2016 Lepore e Caturano omaggiano i calciatori scomparsi nel 1983.

LECCE - La Curva Nord dello stadio di Via del Mare adesso ha un nome che si porta dietro un forte carico emotivo, quello di Michele Lorusso e Ciro Pezzella, prematuramente scomparsi in un incidente stradale il 2 dicembre del 1983. 

La giunta comunale ha infatti approvato questa mattina la delibera e ora tocca alla prefettura completare l'iter. La proposta era partita nei mesi scorsi dal capogruppo di Lecce Città Pubblica, Gabriele Molendini. Il prossimo 2 dicembre, in occasione del 35esimo anniversario della tragedia, una targa verrà apposta in una cerimonia alla presenza dei familiari.

La vicenda di Lorusso e Pezzella, nonostante siano trascorsi tanti anni da quel nefasto giorno, è sempre molto sentita nel cuore della tifoseria leccese. Proprio nei pressi dello stadio dei giallorossi, circa un anno addietro, è stato realizzato un grande murale  sul prospetto laterale di  unpalazzo alto sei piani. Non c'è giornata di campionato, a ridosso della ricorrenza, in cui non venga ricordata quel tragico incidente avvenuto all'altezza di Mola di Bari mentre i due stavano raggiungendo la squadra nel ritiro di Varese. Il punto esatto lungo la strada, è meta di deposizione di fiori e messaggi.

"Da leccese, da tifoso, da frequentatore della curva e da amante della pagina più bella e genuina della nostra storia calcistica, è un'emozione indescrivibile che so renderà felici tutti, tifosi e non solo" ha commentato il vice sindaco Alessandro Delli Noci, assiduo frequentatore proprio della Curva Nord.

Al decano del giornalismo sportivo leccese, Elio Donno, il compito di tracciare un ricordo dei due: "Di Lorusso ricordo l'attaccamento viscerale alla maglia, addirittura le lacrime quando tornavamoo dalle trasferte sfortunate. Lui era molto esuberante, Pezzella era un uomo mite, insomma avevano caratteri completamente diversi. Uno molto popolare, l'altro quasi chic. Mi ricordo la trasferta a Scarborough nel 1976 quando vincemmo la Coppa Italo Inglese Semiprofessionisti: in albergo c'era una persona che sorseggiava il tè e, davanti all'esuberanza di Lorusso, chiese con il tipco humor britannico: "Scusi, è scoppiata la guerra"?

Donno ricorda molto bene il retroscena di quella tragedia: "Lorusso morì per generosità", ricorda. I due calciatori, insieme al compagno Miceli, avevano il permesso di viaggiare in treno perché avevano paura dell'aereo. Ma quel giorno Pezzella era in ritardo all'appuntamento in stazione e allora solo Miceli decise di partire, mentre Lorusso attese il compagno per il viaggio in auto. A bordo della Mercedes 190 vi erano anche il suocero e il cognato di Pezzella, che rimasero feriti insieme al conducente dell'altra auto coinvolta nell'impatto, una Renault 18. 

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