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Dal Grande Salento alla nuova Terra d’Otranto: firmato il protocollo d’intesa

Su input della Provincia di Lecce e dell’Università formalizzato l’accordo istituzionale con i territori locali di Brindisi e Taranto con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico e attingere alle risorse nazionali e comunitarie

LECCE  - Un nuovo reticolato d’intense e di programmazione di area vasta per garantire maggiore incisività nello sviluppo economico e attingere e far fruttare le risorse nazionali e comunitarie a favore dei territori comunali e provinciali di Lecce, Brindisi e Taranto. La Provincia di Lecce  ha infatti siglato nelle ultime ore, con i Comuni di Lecce, Brindisi e Taranto, le Province di Brindisi e Taranto e con l’Università del Salento, il protocollo d’intesa  denominato “Terra d’Otranto: dalle radici il futuro”, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico dell’intero territorio provinciale attraverso una programmazione strategica per l’intera area ionico-salentina, che consenta un più efficace utilizzo delle risorse nazionali e comunitarie.

Un percorso che si riallaccia a quello già in atto, da diversi anni, e avviato sempre su iniziativa dell’ente di Palazzo dei Celestini (sotto l’egida dell’allora presidente Lorenzo Ria e poi di Giovanni Pellegrino) e delle altre due realtà provinciali dell’area ionico-salentina, sull’asse contraddistinto anche da un brand di riferimento, del progetto del Grande Salento. E sugli aspetti della nuova intesa interprovinciale, è il presidente Stefano Minerva, a chiarire gli aspetti salienti che caratterizzano il nuovo protocollo d’intesa.

 “Questo protocollo è in continuità con quanto fatto in questi anni e tale accordo” spiega infatti Minerva, “è il risultato di un’intensa attività di programmazione strategica che è propria delle Province, in quanto enti di area vasta, così come riconosciuto dallo stesso ordinamento. Esso capitalizza l’esperienza pregressa del Grande Salento, che ha posto la Provincia di Lecce al centro dei processi di sviluppo e di programmazione strategica nell’area ionico-salentina. E rispetto al passato” evidenzia il presidente di palazzo dei Celestini, “abbiamo definito un’intesa che coinvolge oltre alle due Province di Brindisi e Taranto, anche tre importanti municipalità e l’Università. E’ un accordo che porterà benefici nelle città capoluogo e nei centri urbani dell’area vasta in termini di sviluppo economico, sociale e culturale”.

Come spiegato in una nota dell’ente provinciale il protocollo d’intesa “Terra d’Otranto: dalle radici il futuro” stabilisce modalità di collaborazione coordinata e continuata fra gli enti aderenti, per garantire una programmazione d’area modulata in relazione ai punti di forza ed alle carenze delle singole zone e proporre programmi e progetti, in funzione di specifici obiettivi settoriali e filiere produttive.

Con l’accordo, infatti, non si intende creare una struttura che si sostituisca agli organi competenti già esistenti all’interno delle singole istituzioni, ma instaurare una collaborazione istituzionale che, attraverso una visione più ampia, contribuisca a dare omogeneità e complementarietà alle strategie proposte dai singoli enti e a valutarne al prefattibilità con il contributo tecnico dell’Università. Più in particolare, per attuare l’intesa sarà adottato un “metodo di coordinamento aperto”, che crea una comprensione comune dei problemi e contribuisce a costruire il consenso sulle soluzioni e la relativa attuazione pratica. Tale sistema di lavoro è coerente con le misure “dell’Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus”, che ha introdotto un’eccezionale flessibilità nell’uso dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta a covid-19, approvato dalla commissione europea il 2 aprile scorso.  

La Provincia di Lecce con gli altri enti coinvolti, quindi, darà vita ad un gruppo tecnico di coordinamento interistituzionale che svolgerà, nel rispetto delle rispettive competenze, un ruolo di regia, in modo da condividere gli obiettivi strategici e affinché le decisioni prese siano attuabili con maggiore rapidità ed efficienza. 

Le tematiche che saranno affrontate sono legate alla gestione ed allo sviluppo del territorio e, in particolare, in riferimento all’ambiente, alle infrastrutture di collegamento, alla cultura, all’innovazione, alle imprese, ai giovani e alle politiche del lavoro, alle politiche di istruzione e formazione, all’internazionalizzazione, alla sicurezza e alle politiche agricole, anche attraverso l’accesso in maniera collaborativa agli strumenti che saranno messi a disposizione nel nuovo periodo di programmazione 2021-2027.

“L’intesa punta a rafforzare, in particolare, l’area dell’arco ionico salentino, mettendola nelle condizioni di competere con altri territori più sviluppati e di attivare progetti in comune” spiega ancora Minerva, “inoltre, essa punta su un’identità territoriale ormai ben delineata  e rispetto alla quale la Provincia di Lecce è stata pioniera, avendo avviato e attuato in tutti questi anni un preciso processo di costruzione di identità del proprio territorio”.

Tra gli obiettivi più specifici contemplati dal protocollo quelli del rafforzamento dei legami tra le tre città capoluogo anche sviluppando un’appartenenza alle tradizioni identitarie dell’intero territorio; la valorizzazione della differente dotazione infrastrutturale tra le tre città pugliesi, attraverso una politica di potenziamento e integrazione dei punti di approdo urbano delle infrastrutture di collegamento e dei servizi. E ancora si prevede di rafforzare l’attrattività della  grande area metropolitana al centro del Mediterraneo, dai Balcani ai paesi del nord Africa, nell’offerta turistica e per lo sviluppo della sua internazionalità, valorizzando la comune ricchezza di beni appartenenti al patrimonio diffuso di risorse territoriali paesaggistiche, storiche e archeologiche.

La linea di condotta sarà anche quella di sviluppare una visione condivisa dello sviluppo e della crescita che punti a definire sistemi a rete tra i tre centri e i loro territori, con itinerari turistici e culturali di ampio respiro che mettano insieme i tre centri storici, i paesaggi costieri e rurali, i poli museali e della ricerca universitaria e le eccellenze, le tradizioni culturali ed enogastronomiche, le produzioni agricole di pregio. Infine di punterà a favorire la ricerca, l’innovazione, la semplificazione amministrativa, anche al fine di creare economie di scala nel percorso comune e obbligatorio di transizione digitale della pubblica amministrazione.

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