Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Dai Fas alla satira: ore di fibrillazione elettorale

Lettera aperta di Vico (Pd) a Fitto. Vadrucci (Pdl) difende il ministro, mentre Maritati pone l'attenzione sulla "compravendita" di voti. Idv ancora contro i manifesti abusivi. E la satira si diverte

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Ultimi giorni di campagna elettorale: l'allerta degli schieramenti è alta e si muove sui tanti temi che caratterizzano le ore che separano dal voto. "Massima attenzione al mercato dei voti": a richiederla è il senatore leccese del Pd, Alberto Maritati, che asserisce di ricevere da più parti ("e non solo dalla mia parte politica") segnalazioni su "sostanziose offerte di denaro, che in questi giorni anche nella nostra provincia stanno circolando, in cambio di voti e preferenze".

Maritati, che evidenzia come nel barese si parli già di inchieste giudiziarie, dopo le aperte denuncie di alcuni candidati, afferma di non avere al momento "elementi precisi", altrimenti "avrei - precisa - già denunciato tutto all'autorità giudiziaria. Pur senza voler strumentalizzare niente - afferma -, avverto però il dovere di lanciare un allarme, sollecitando sia l'attenzione dei candidati, anche di centrodestra, quelli inevitabilmente svantaggiati da chi ha grosse disponibilità di denaro, sia soprattutto delle forze dell'ordine. Mi permetto di ricordare che le forze di polizia sono al servizio dello Stato, cioè di tutti i cittadini, e non al servizio del governo pro tempore, di qualunque colore politico. Per questo noi abbiamo la massima fiducia nella loro azione e nella loro accortezza, invitandole ad una particolare attenzione affinché non sia consentito e tollerato un eventuale 'mercato' elettorale".

Il senatore del Pd evidenzia ancora come "accanto a segnali di questo tipo" si aggiungano "notizie di scorrettezze quanto mai inopportune": il riferimento sarebbe ai commercianti ambulanti leccesi, nessuno dei quali in questi giorni sarebbe privo di "santini ed altro materiale elettorale dell'assessore comunale al commercio": "Mi sembra un fatto estremamente sconveniente - puntualizza Maritati -, proprio in considerazione del delicato e importante ruolo rivestito da questo candidato. Mi auguro che anche qui, chi di dovere, intervenga per salvaguardare la libertà di commercio così abilmente insidiata".

Ma le polemiche non si placano neanche sulla questione dei fondi destinati al Mezzogiorno e che il governo Berlusconi avrebbe sottratto per altri obiettivi programmatici. A riproporre la questione è il deputato del Pd, Ludovico Vico, che scrive una lettera aperta al Ministro Fitto e ribadisce: "Sono state cancellate una parte rilevante delle politiche di sviluppo territoriale del nostro paese. Il Governo, di cui Lei fa autorevolmente parte, ha finanziato tutti i suoi interventi di politica economica attraverso l'utilizzo di risorse finanziarie assegnate agli interventi in conto capitale, principalmente nel Mezzogiorno".

Secondo Vico "tra il 2008 e il 2009 il governo Berlusconi ha accentuato enormemente la pratica di utilizzare la disponibilità del Fas come un bancomat improprio, a copertura degli oneri di numerose
disposizioni legislative. Gli stanziamenti Fas nel bilancio dello Stato hanno perciò subito decurtazioni pari a 16,4 miliardi nel periodo 2008-2011, ad essi si sono aggiunti 4 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali e si aggiungeranno con il decreto legge 'Terremoto Abruzzo' in discussione alla Camera dei Deputati, altri due o quattro miliardi di euro a valere fino al 2013".
Il governo, quindi, avrebbe rideterminato la dotazione del Fondo Fas in 54 miliardi di euro: nel suo intervento scritto indirizzato al ministro Fitto, dunque, Vico argomenta ed elenca "per dovizia d'informazioni" tutti i dati e le destinazioni dell'"estratto conto del bancomat Fas", con la relativa replica della Corte dei conti, che avrebbe richiamato il governo sull'utilizzo dei fondi.

"Ora le regioni come la Puglia - dichiara Vico - hanno presentato il conto al governo con il cosiddetto Par, Piano attuativo regionale". Il deputato del Pd chiede al ministro: "Perché questo piano non viene subito approvato? Perché il primo ministro ha rinviato il Cipe? Le Regioni del Mezzogiorno hanno le risorse finanziarie che però sono utilizzate per affrontare la crisi dell'intero Paese e non hanno gli strumenti per erogarle direttamente. È proprio un paradosso che è utile sciogliere quanto prima possibile".

Ma in difesa del Ministro accorre il consigliere regionale, Mario Vadrucci, che punta il dito piuttosto contro il governo regionale e il presidente Nichi Vendola, che avrebbero "veramente perso la bussola", con le "previsioni catastrofiche sul futuro del nostro Paese" e "attacchi del tutto immotivati al governo centrale". Sui Fondi Fas, Vadrucci, rispondendo alle tesi di chi sostiene che siano stati sottratti al mezzogiorno, replica: "Niente di più falso, come già hanno spiegato il Ministro Raffaele Fitto e il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Rocco Palese". E riferendosi a Vendola dichiara: "Dovrebbe spiegare, piuttosto, il Presidente Vendola, il mancato impiego dei Fondi Europei che potrebbero essere davvero un grande aiuto per i nostri giovani per creare nuovi sbocchi lavorativi e nuove condizioni di sviluppo. Dovrebbe spiegare ai cittadini pugliesi le vere cause dello sfascio della sanità e dei mancati servizi, a fronte di un aumento vertiginoso delle tasse. Dovrebbe spiegare come mai, lui che si professa di estrema sinistra, ha perpetrato una politica assistenzialista che non ha certo aiutato quelle fasce deboli di cui Capitan Nichi si dice il difensore". Critiche di Vadrucci anche alla questione del nucleare che sarebbe stata "strumentalizzata beceramente per motivi propagandistici ed elettorali".

Intanto, l'Italia dei Valori torna a chiedere l'intervento dei Prefetti sulle affissioni abusive che stanno deturpando le città e le periferie, con l'aggravante che a perpetrare il fenomeno ci siano anche molti dei volti più noti della politica locale. E mentre il dibattito politico, attorno ai Fondi Fas, all'abusivismo dei manifesti elettorali e sulla presunta compravendita di voti, la satira si scatena, tanto che già circolano in rete alcune vignette divertenti con protagonista proprio il Ministro Fitto, identificato come un re, che ha i suoi piedi il candidato del Pdl, Gabellone (per l'occasione trasformato in "(S)Gabellone"), con il motto che campeggia in appendice "Fitto prima di tutto".

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