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Dal Mrs-Mir stoccata al centrodestra: "Impossibile affermare che non sapessero"

D'Autilia prova a spiegare il senso del suo intervento: "Contestato il modo di presentazione". E intanto il Movimento regione Salento attacca: "Dobbiamo per caso passare dalla parte della minoranza?"

LECCE – Sul “pasticcio” della diretta streaming torna nel pomeriggio Damiano D’Autilia, capogruppo del Pdl, il quale dice: “Fermo restando che considero la trasmissione dei lavori del consiglio comunale in diretta streaming un enorme vantaggio per la cittadinanza tutta, e ricordo, per evidenziarlo, che la proposta di pubblicare un bando anziché procedere con una aggiudicazione diretta, fu lanciata proprio da me al presidente Pagliaro, mi preme sottolineare che nessuna critica dai gruppi di maggioranza è stata mossa alla scelta della diretta, su cui tutti siamo stati concordi fin dall'inizio, quanto piuttosto sulla modalità di presentazione alla città del nuovo servizio che, in un contesto di democrazia più volte proclamato, non ha nei fatti visto coinvolti i soggetti politici che meritavano certamente di essere partecipi di una piccola rivoluzione in tal senso”.

“Il processo positivo e rivoluzionario – prosegue - avrebbe dovuto essere costruito attraverso il contributo fattivo di tutti noi, che ne siamo stati artefici sicuramente più di chi oggi tiene lezioni sull'importanza dei coinvolgimento popolare. A parole. Nei fatti, invece, il coinvolgimento è partito da chi poi lo ha soltanto subìto, restando escluso da qualsiasi tipo di decisione inerente la costruzione del servizio e la sua presentazione ufficiale”.

“Il confronto – conclude D’Autilia – è sempre costruttivo, propositivo, soprattutto quando riguarda temi importanti e certamente utili per la comunità.  E’ una precisazione, questa, per chi ha travisato il senso del mio intervento, ravvisandovi una contrarietà alla diretta che non esiste e non è mai esistita”.

Il Movimento regione Salento-Mir, a sua volta, plaude al lavoro svolto Alfredo Pagliaro, “esponente di spicco del nostro movimento”, e contrattacca, per voce di Paolo Maci, coordinatore provinciale: “Qualcuno della maggioranza di centro-destra vuole farci intendere che non ne sapeva nulla, che non conosceva il sistema di trasmissione, di chi lo avrebbe trasmesso e come. Qualcuno di centrodestra, in nome della trasparenza e della democrazia, così sbandierate, anche in campagna elettorale, voleva bloccare i lavori del consiglio comunale o rinviarlo perché non era stato, a suo dire, informato o non aveva dato il proprio consenso al trattamento delle proprie immagini attraverso una liberatoria”.

“Ma da quando un organo di informazione deve chiedere una liberatoria per divulgare immagini o foto di personaggi pubblici all'interno di una sala consiliare durante i lavori di un consiglio comunale, che è la massima espressione della vita politica di una città?”, si chiede Maci. “Del resto, non si comprende come gli stessi esponenti della maggioranza possano affermare di non aver saputo nulla della diretta di oggi”.

“Della trasmissione in streaming dei lavori del consiglio se ne discuteva almeno da due anni, era inserita come obiettivo programmatico condiviso dalle forze di maggioranza, era stato preteso e pubblicato un bando di gara per i gestori del servizio di streaming, era stata preannunciata in una conferenza stampa ed addirittura si erano fatte delle prove tecniche in occasione del Consiglio comunale del 17 maggio 2013, durante il quale il presidente del Consiglio aveva avvertito tutti che era in atto una prova interna della diretta”.

“Al sindaco – conclude -, che apprezziamo per le chiare parole di appoggio all'iniziativa del presidente del Consiglio, chiediamo se alla luce di tali atteggiamenti vessatori e ingiustificati di alcuni esponenti della compagine di governo, Alfredo Pagliaro e Mrs-Mir, che nell'accordo per l'alleanza elettorale ha posto tra i primi punti di convergenza la trasparenza e la legalità ed in particolare la diretta streaming dei Consigli comunali, debbano considerarsi ancora parte integrante della maggioranza che pure hanno contribuito a determinare e sostenuto finora con coerenza e determinazione ovvero se si intende relegarli al ruolo di opposizione, che peraltro ha sostenuto in maniera compatta l'iniziativa”.

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