Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica

Ancora nubi sulla darsena di San Cataldo: in commissione sindacati e lavoratori

Pare tutt’altro che vicina alla soluzione la vertenza delle maestranze senza stipendio da luglio. Dopo il bando vinto da “Marina di Portisco”, nessun accordo sulle assunzioni. Sullo sfondo il progetto del porto turistico

A sinistra, Pietro Fioretti, Uiltucs.

 

LECCE – Dopo l’Ostello della gioventù, a finire sotto la lente di ingrandimento della decima commissione consiliare è un altro sito “sensibile” di San Cataldo, la darsena. Un’altra incompiuta della marina leccese, si potrebbe anche definire adottando un’altra chiave di lettura.

A causa dell’assenza dell’assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Messuti e del dirigente di settore (per malattia), Claudia Branca, la seduta dell’organo presieduto da Antonio Rotundo non è potuta andare oltre l’audizione del rappresentante sindacale della Uiltucs, Pietro Fioretti, che segue le sorti dei sei lavoratori – presenti nell’aula “Carlo Benincasa” al secondo piano di Palazzo Carafa – e del legale Italo Porcari.

La situazione è nota ed è stata illustrata in più occasioni (vedi correlati). Le sei maestranze non percepiscono lo stipendio dal 4 luglio, in un contesto ancora di difficile decifrazione: cessata la vecchia gestione, l’aggiudicazione del nuovo appalto – per 130 mila euro all’anno – è andata alla società "Marina di Portisco", interamente partecipata da "Italia Navigando" che è presieduta Ernesto Abaterusso, ex deputato del Pd -, che a sua volta avrebbe affidato la darsena alla "Marine Italia srl", in subconcessione. Le intenzioni della grande società che gestisce porti turistici in tutta Italia è quella di trasformare la darsena in un porto turistico al termine della concessione quinquennale.

Lungo questo travagliato passaggio è sorta una divergenza rispetto al mantenimento di tutte le unità lavorative: un impegno vincolante, secondo il sindacato e l’avvocato Porcari, la cui violazione potrebbe consentire al Comune di Lecce la rescissione del contratto. Le proposte ricevute dai lavoratori fino a questo momento sarebbero state due: in un primo momento 24 ore settimanali per solo quattro di loro  - prima in sei a 40 ore a tempo pieno -, poi 16 per tutti e sei previa l’accettazione di un part time per i primi tre mesi che poi sarebbe stato esteso a tutta la durata della concessione.

Il presidente della commissione consiliare si è impegnato ad aggiornare la discussione alla prossima settimana quando si conta sulla presenza sia di Messuti che della Branca. E’ possibile che al termine delle audizioni, la questione approdi in consiglio comunale. I rinnovati e ambiziosi progetti sul sito erano stati annunciati in una conferenza congiunta, il 3 giugno del 2011 da Paolo Perrone, sindaco di Lecce, e Loredana Capone, vice presidente della Regione Puglia. In quell’occasione bisognava accelerare per non perdere sei milioni e mezzo di finanziamento regionale. 

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