Darsena, una diga naturale fatta di alghe. La marina poco più che un dormitorio estivo

Approvata in commissione Lavori Pubblici la delibera per l'accordo di riqualificazione e adeguamento funzionale della piccola infrastruttura portuale. Intanto c'è chi provocatoriamente ha piazzato una sdraio e un albero di Natale sul tappeto di Posidonia

Una foto dalla darsena.

LECCE – Ora tocca al consiglio comunale l’ultimo via libera, mentre le alghe si accumulano all’imbocco del canale tanto da costituire un tappeto sul quale si può quasi camminare e una diga per il transito delle piccole imbarcazioni da pesca. Tanto che, provocatoriamente, è stata sistemata una sedia a sdraio sotto una sorta di albero di Natale.

Questa mattina, in commissione Lavori Pubblici (presidente Giampaolo Scorrano), è stata approvata la delibera inerente l’accordo quadro tra Comune e Regione per i lavori di adeguamento funzionale, messa in sicurezza della darsena di San Cataldo e riqualificazione degli spazi adiacenti, finanziati con 3 milioni e 300mila euro.

Un passaggio formale necessario per l’avanzamento dell’iter, arrivato dopo una serie di rinvii nelle settimane precedenti. La piccola infrastruttura portuale versa da tempo nel più totale degrado e sporadici interventi di dragaggio non risolvono la situazione se non per alcuni giorni. A giugno un gruppetto di pescatori ha addirittura portato una barca in via XXV luglio, ai piedi della prefettura, per sollecitare l’istituzione a supplire all’immobilismo degli enti preposti, Palazzo Carafa in primis.

In realtà quei lavoratori erano stati da tempo diffidati a spostare le loro imbarcazioni perché l’amministrazione, che aveva attivato la procedura di revoca del contratto di gestione con una cooperativa, non poteva intanto garantire le condizioni di sicurezza.

alghe2-2Ma la situazione della darsena non è un caso isolato, anzi. Tutta la marina, di anno in anno, ha assunto sempre più l’aspetto di un dormitorio estivo. Eppure a tutti gli effetti potrebbe essere il lungomare di Lecce e non semplicemente una costola dimenticata e affacciata sul mare.

Dal luglio del 2011, quando fu inaugurato il primo lotto di quello che pomposamente è stato definito water-front , a ridosso del faro, la riqualificazione di San Cataldo ha seguito ritmi molto blandi intervallati da lunghe fasi di stallo. Adesso sono in corso dei lavori sul piazzale di Adriano ma a pochi metri rimane lo scheletro di quello che era il Lido Salapia, aperto nel 2010, poi sequestrato dall'autorità giudiziaria e infine, seppur intanto dissequestrato, oggetto di revoca da parte della Regione della concessiona demaniale.

Il 18 marzo  del 2014 il Consiglio Comunale ha approvato la variante necessaria per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, ridotto oramai a rudere, di lungomare Vespucci, che un soggetto privato vorrebbe far diventare una struttura ricettiva con ristorante e piscina annessi.

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Ogni singolo intervento, insomma, appare procedere per proprio conto senza rispondere ad una visione d’insieme che, se c’è, è ben riposta in qualche cassetto.

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