Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

Voragine da 35milioni di euro, le opposizioni: “Sindaco, basta terrorismo”

Veleni e debiti a Casarano: i gruppi di minoranza contro Gianni Stefàno, per i continui riferimenti al "buco di bilancio" e alla "paralisi amministrativa": "Con lui nessuna svolta. Ha solo aumentato le tasse ai cittadini"

Il sindaco nel giorno dell'insediamento

CASARANO – “Terrorismo psicologico a carico dei cittadini”. È questa l’accusa delle opposizioni consiliari di Casarano, rivolta al sindaco, Gianni Stefàno, in merito ai 35 milioni di euro che ballano sul bilancio comunale. Per il primo cittadino si tratta di “buco di bilancio”, evidentemente ereditato, vista la sua recente elezione, ma i gruppi del Pd, Udc, Casarano Sempre e Liber@città ritengono sia doveroso un approfondimento “per l’onestà intellettuale che un buon amministratore deve sempre mantenere”.

Appare “sconcertante”, oltre ogni titolone sul “debito”, secondo le minoranze, notare da cinque mesi “lo stesso atteggiamento da parte del sindaco che giustifica, attraverso un ripetuto e costante richiamo al debito che oscilla intorno ai 35 milioni di euro, la paralisi amministrativa, che attanaglia il Comune di Casarano, e il ricorso all’aumento dei tributi a carico dei cittadini di Casarano”.

L’opposizione ricorda come, nella seduta di giunta del 24 ottobre, si sia aumentata l’aliquota Imu alla misura massima del 9,6 per mille ed incrementate tutte le voci di entrata derivanti da imposte: il governo “ha preferito la manovra più banale, più scontata e sicuramente più penalizzante per i cittadini casaranesi che è quella di aumentare la pressione fiscale”: “Il terrorismo psicologico – chiariscono -, utilizzato ad arte in campagna elettorale, deve finire; chi va ad amministrare deve avere chiara la situazione delle casse comunali ed attuare le opportune strategie per risolvere i problemi”.

Nella nota, le opposizioni precisano che la cifra quantificata derivi sì dalle esposizioni dell’amministrazione ma che le stesse non siano tutte prive di copertura, comprendendo i costi caratteristici di gestione dell’ente; la sua esposizione debitoria, dunque, sarebbe determinata da scelte politiche che gli amministratori fanno nel tempo, (attivazione del depuratore, completamento tribunale, ristrutturazione istituti scolastici e tante altre) e finanziate da mutui.

“Dica il sindaco Stefàno – sottolineano -, una volta per tutte, quali mutui non avrebbe acceso ed a cosa è servito ogni singolo debito, sulla base di riscontri contabili e non attraverso il monologo al quale stiamo assistendo. A due giorni dal consiglio comunale, infatti, non sono stati consegnati ai consiglieri comunali gli allegati di bilancio ed il parere dei revisori dei conti, obbligatori per legge, oltre che indispensabili per poter consentire un confronto alla pari che chiarisca definitivamente la situazione”.

“Anche le precedenti amministrazioni hanno trovato debiti – proseguono -, ma hanno anche saputo dare progettualità all’azione amministrativa e comunque hanno cercato formule alternative per la soluzione”. Tra queste, si cita l’attuazione, quale primo comune d’Italia, del decreto Tremonti che ha consentito di pagare molti dei fornitori in attesa, la società di cartolarizzazione come mezzo per giungere all’alienazione dei beni, oggi politica di tutte le amministrazioni, come anche della stessa Provincia, i project financing, pensati come mezzo all’avanguardia per realizzare insieme al privato ciò di cui il paese ha bisogno e accantonati nei cassetti.

“Quel che è peggio – ribadiscono - sta nel fatto che oggi proprio questi nuovi amministratori si appropriano sfacciatamente di questi strumenti, dopo averli denigrati prima dai banchi dell’opposizione e poi in campagna elettorale. Noi aspettiamo di vedere quando sapranno indicare una soluzione, quando l’intera città si accorgerà della ‘svolta’. Per produrre quello che sta producendo l’amministrazione Stefano (nulla) era più che sufficiente il commissario prefettizio”.

L’opposizione rinfaccia l’incapacità di riportare Casarano “al ruolo di leader”, “di paese guida dell’unica risorsa, quella dell’ area vasta, idonea ad avviare un minimo di rilancio per i comuni del basso Salento”: “Rischiamo l’isolamento istituzionale con conseguente perdita di immagine. Altro che politica del fare”.

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