Parco di Borgo San Nicola, uno dei pochi polmoni verdi è ormai simbolo delle periferie

Assieme a quello di Belloluogo, è l'unico vero parco in città. Ma è lasciato in uno stato di totale degrado. Gli amministratori, contattati da LeccePrima, promettono sia immediati interventi, sia controlli sull'associazione che ha in gestione l'area

Un'immagine del parco di Borgo San Nicola

LECCE  - E’ la stilizzazione della periferia. Un luogo anonimo, così simile agli altri non-luoghi: tanto che, se dovesse occorrere un posto per giare un film sulla decadenza e il degrado, questo si presterebbe perfettamente.  La confusione è visibile già nel nome. Il parco “San Nicola” (come riportato all’ingresso), nell’omonimo rione leccese, è stato poi intitolato, in un secondo momento, a Robert Baden Powell, fondatore del movimento degli scout. Dei quali, tuttavia, pare non vi sia traccia se non in sporadiche occasioni. Stando alle numerose dichiarazioni dei residenti della zona. “Si vedono soltanto una volta all’anno”.

 In compenso, il parco compreso tra via Adriatica, alle spalle di un noto hotel, e la statale 613 che conduce a Brindisi, è uno dei pochi polmoni verdi della città. Forse l’unico, assieme a quello di Belloluogo, a potersela meritare,  la dicitura “parco”.  Un concetto del tutto estraneo a Lecce. Una città che spaccia per parchi delle aiuole e per giardini pubblici le spianate in cemento.  Quello di Borgo San Nicola è un giardino immenIMG_1694-3so - circondato da campagne intatte - in totale degrado. La periferia si avverte, tutta: scarsa illuminazione, rifiuti, erbacce. Un prato ridotto a “campo di golf”, a voler essere ironici. Le buche, però, sono  quelle di tombini lasciati pericolosamente aperti e di cavi elettrici in vista e a portata di bambino. Proprio in un’area in cui sono presenti giochi e attrezzature, come è specificato all’ingresso, riservata a una fascia di età compresa tra i 3 e  i 12 anni.

 Ma se anche si volesse impedire ai più piccoli l’accesso, per evitare loro le numerose insidie, non è detto che agli adulti andrebbe meglio. Percorrendo i vialetti, infatti, è inevitabile imbattersi in rifiuti di ogni tipo. Passeggiare in infradito può essere molto rischioso. Oltre a sacchi di immondizia mai ritirati e sterpaglie ormai come statue di trascuratezza, per terra il suq dell’inciviltà: confezioni di siringhe, assorbenti, salviette, fazzoletti, pacchetti di sigarette. Distese di bottiglie. E, persino, il manubrio di una biciletta. Il parco, che si presterebbe a tutte le iniziative culturali e sportive possibili, è abbandonato a se stesso.

Non lo si nota soltanto da scritte e murales che troneggiano in più punti, né soltanto dalle infrastrutture danneggiate (come il campo da calcetto e le giostrine rotte). Lo si nota, piuttosto, dall’assenza di illuminazione. Per ogni lampione, ce ne sono infatti due rotti o del tutto divelti. Di sera, tolto il primo tratto semi-illuminato, è impossibile usufruire del parco senza il rischio di incappare nelle insidie. Le prime sembrano già essere quelle della pavimentazione sconnessa. Per non parlare della videosorveglianza: inesistente.  Non sembrano esserci, altro aspetto curioso, quei dispositivi che, invece, sono stati installati in tutto il centro storico. Gli abitanti del rione, da sempre esasperati perché considerati di “serie B”, da tempo lamentano il buio dell’intero rione e, in generale, e l’assenza di infrastrutture sicure per i bambini, per le donne e per le famiglie.20160904_172706-2

 Denunciano da tempo, inutilmente, anche la mancata sicurezza delle strade, dove le auto sfrecciano (per esempio su via Adriatica), a velocità elevate, nonostante la presenza degli asili e ludoteche nelle vicinanze. E quel buio persistente che, dopo il tramonto, non consente di poter camminare in sicurezza in direzione di Borgo San Nicola, dove vivono circa duemila cittadini. Ma quella del parco, soprattutto, è una vicenda sulla quale proprio non riescono a darsi una risposta. L’assessore alle Politiche ambientali del Comune, Andrea Guido, contattato dalla nostra redazione, ha promesso un sopralluogo immediato già nel corso di questo pomeriggio. “Mi recherò personalmente – ha dichiarato- per poi allertare il personale della Monteco per i servizi di competenza”. Quelli a cui si riferisce l’amministratore è il servizio di pulizia e rimozione dei rifiuti. Quelli relativi all’estirpazione delle erbacce e la manutenzione degli arbusti sono coordinati, invece, dall’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Messuti. “Invierò, entro la giornata di domani, gli addetti della Lupiae Servizi”, ha promesso. Entrambi gli esponenti di Palazzo Carafa, intanto, hanno anche garantito di approfondire un altro aspetto, forse quello più importante, dell’intera vicenda. La gestione del parco, da alcuni dati, è stata concessa a un’associazione locale di scout.

“Bisognerebbe ripensare a un parco come quello del Coni” – ha aggiunto Guido- in cui vi sia la recinzione fatta da vegetazione. Ma, soprattutto, riaffidando la gestione dell’area a delle associazioni tramite un bando. A breve, intanto, saranno installate nuove giostre per bambini a cura di una onlus (la stessa che si occupa di beneficienza nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Lecce). Con una spesa di 5mila euro, frutto di donazioni, installeranno i giochi”. Ma serve ripensare a delle attività che valorizzino, e riattivino il parco. E l’esponente politico si dichiara d’accordo. Di parere analogo, ma più cauto, Messuti: “Accerteremo, a breve, se sia stata tenuta fede alle attività e alla manutenzione di competenza  dell’associazione degli scout. Ad ogni modo, il parco sarà a disposizione anche di altre associazioni che vorranno proporre attività culturali, ludiche e sportive”.

 

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