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Foto di archivio.

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Il marchio Zara nell’ex Teatro Ariston: passa la delibera, ma parte interrogazione

Dopo l’approvazione in commissione Urbanistica, il consigliere Pagliaro presenta interrogazione urgente in Regione: “Maxi sconto del 60 per cento a Zara, ma il regolamento sul commercio lo consente?”

LECCE – Il noto marchio della moda Zara al posto della sala da gioco Bingo: la delibera passa in commissione Urbanistica di Palazzo Carafa, ora verrà spedita in Consiglio, ma è già polemica. È stato infatti deciso nelle scorse ore, tramite il provvedimento che consentirebbe al brand del gruppo spagnolo Inditex il trasferimento del proprio punto vendita leccese dagli attuali locali di via Trinchese a quelli dell’ex, storico Teatro Ariston, lungo la stessa arteria del centro cittadino, dove realizzerebbe dei parcheggi per il proprio store di oltre duemila e 300 metri quadrati.

Un’entrata per le casse di Palazzo Carafa stimata per poco meno di 600mila euro e che, a detta dell’assessore alle Attività produttive, consentirebbe un notevole investimento per la riqualificazione urbana di via Trinchese. In commissione, oltre a Paolo Foresio, era presente anche l’assessora Rita Miglietta, con delega all’Urbanistica, per decidere le sorti di un progetto già dibattuto (e oggetto di polemiche) di ristrutturazione dell’ex teatro e una notevole decurtazione degli oneri da parte dell’amministrazione comunale alla multinazionale sull'affitto, rispetto a quelli che sono i tipici standard di monetizzazione per l’ente. A usufruire dello "sconto" sarebbe in particolar modo la proprietà dell'immobile (Acquaviva). “Prende corpo il rilancio del nostro Distretto urbano del commercio”, ha dichiarato l’assessore Foresio, ribandendo come il progetto autorizzi il trasferimento di Zara nell’ex Ariston, con un ampliamento dei propri spazi di vendita e creazione di nuovi posti di lavoro.

Questa iniziativa, che fa seguito al trasferimento del Bingo in una zona fuori dal centro urbano, lontano da “punti sensibili” (scuole, luoghi di culto, luoghi di aggregazione giovanile etc.), consentirà la immediata rifunzionalizzazione e la totale riqualificazione di un immobile storico e di pregio che rischia altrimenti di restare chiuso e inutilizzato per lungo tempo (come avvenuto per molti anni per il Banco di Napoli e come è ancora per immobili impegnativi come le Stimmatine o l’ex Upim). Ed è ragionevole pensare che produrrà un effetto traino per altri investimenti in zona Mazzini-Via Trinchese”, dichiara Foresio. “Ringrazio gli uffici comunali del settore Attività produttive, del settore Urbanistica e del settore Mobilità per il puntuale, rigoroso, attento lavoro svolto nell’interesse della città. Ringrazio i consiglieri comunali: la consapevolezza dell’importanza di questa delibera è resa chiara dal fatto che non si sono registrati voti contrari, neanche da parte delle forze politiche di opposizione. Desta stupore la volgarità di alcune dichiarazioni rilasciate da esponenti della destra cittadina, come Pagliaro, che evidentemente parlano lingue diverse dai loro colleghi in Consiglio comunale”, conclude.

Il riferimento è a Paolo Pagliaro, consigliere regionale che, assieme a un esponente comunale di opposizione a Palazzo Carafa, Luciano Battista, ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore regionale alle Attività produttive (Alessandro Delli Noci), per chiedere se il corposo “sconto” degli oneri a favore di Zara sia consentito dal Regolamento regionale sul commercio, il numero 11 del 2018. “Altro che saldi di fine stagione, qui siamo alla liquidazione totale”, attaccano Battista e Pagliaro. “La proposta della giunta Salvemini – obiettano – non rispetterebbe l’articolo 3 (comma 1, lettera b) del Regolamento regionale, poiché comporterebbe una pesante deroga agli standard pertinenziali previsti a carico della società che ha richiesto l'autorizzazione a realizzare il parcheggio”. 

I capigruppo di La Puglia Domani a Bari e di Forza Italia a Palazzo Carafa  proseguono: “Un taglio di due terzi della monetizzazione dell'importo dovuto ci sembra una follia, ed è inaccettabile che si tenti di giustificare questa minore entrata nelle casse comunali con una forzatura, ovvero sostenendo che l’intervento rientri nel perimetro dell'area del Duc, il distretto urbano del commercio. Tanto per cominciare il Comune di Lecce è sprovvisto del Piano strategico del commercio, e poi in nessun atto amministrativo relativo al Duc si trova traccia dell’intervento sull'immobile di via Trinchese interessato dalla proposta di ristrutturazione edilizia presentata da Zara Italia”. 

Per i due esponenti di destra, a fronte di un costo stimati di 1,7 milioni di euro, Zara Italia srl potrebbe pagarne solo 578mila euro: circa il 60 per cento in meno. “Un maxi sconto che l’amministrazione comunale di Lecce si prepara a regalare alla nota azienda di abbigliamento, con una proposta di delibera sottoposta all’approvazione del consiglio comunale. Ma in questa vicenda vogliamo vederci chiaro”, proseguono. “Dalla Regione ci attendiamo una parola chiara e definitiva sulla questione, nel rispetto delle regole del settore. Non vorremmo che quest’operazione nascondesse interessi di parte, che rischiano di sottrarre ai cittadini leccesi oltre un milione di euro”, concludono Battista e Pagliaro.

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