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Martedì, 24 Maggio 2022
Nel consiglio comunale

Voto contrario di Pd e Progetto Città divide la maggioranza: il nodo è politico

Un progetto di ristrutturazione di una masseria nel Parco di Rauccio è stato il fattore scatenante di una frattura che incrocia due livelli: il rapporto tra Salvemini e alcune forze della coalizione e quello tra i consiglieri dem e i loro assessori, Signore e Foresio

LECCE – Nemmeno il tempo di incassare il voto favorevole dell'aula sul bilancio di previsione 2022/2024, architrave dello scenario amministrativo, che il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini ha dovuto registrare la bocciatura di una delibera per il voto contrario di tre consiglieri su quattro del Pd  (Antonio Rotundo, Saverio Citraro e Paola Povero) e di altrettanti di Progetto Città (Pierpaolo Patti, Carlo Mignone, Marco Giannotta) che si è aggiunto a quello dei sette esponenti della minoranza presenti. Che ci fosse malessere in un pezzo di maggioranza era noto, ma è la prima volta che emerge con un voto contrario.

Nel consiglio comunale odierno era in discussione un provvedimento relativo al progetto di restauro e ricostruzione di Masseria La Loggia, che ricade all'interno del parco regionale "Bosco e Paludi di Rauccio", per finalità ricettive in un contesto di turismo sostenibile. Al momento del voto in erano presenti 25 consiglieri (l'intera assise è formata da 32 più il sindaco), mentre la dem Lidia Faggiano si è astenuta. Nella competente commissione, Urbanistica, presiedutra proprio da Paola Povero, il provvedimento aveva invece ricevuto il via libera.

Non si trattava di un atto amministrativo strategico, ma quanto è avvenuto in aula colpisce dal punto di vista politico, tanto più se si tiene conto che il Pd in giunta ha due assessori, Sergio Signore (che è anche vice sindaco) e Paolo Foresio: esiste un Pd di governo, nella giunta, e un Pd di lotta, nel consiglio comunale? I due esponenti del governo cittadino hanno commentato con durezza: “Giudichiamo molto grave quello che è accaduto oggi con il gruppo consiliare del Pd che ha votato contro una delibera dell’amministrazione comunale. Una delibera pienamente sostenuta da noi assessori del partito perché coerente con le linee di mandato e con la visione di città che abbiamo in termini di ampliamento e qualificazione dell’offerta turistica. Da tempo il gruppo consiliare mette noi assessori, che ricordiamo siamo stati non solo i primi della lista ma anche i più votati in città, di fronte a decisioni e prese di posizione che palesa sui giornali o in aula senza nessuna preventiva condivisione o informazione. Va sottolineato che il Pd che sostiene la maggioranza del sindaco Salvemini non è solo quello guidato dal capogruppo in aula, ma comprende noi assessori e il segretario cittadino. A questo punto, crediamo che sia improrogabile un chiarimento interno al partito”.

Che quanto successo a Palazzo Carafa non sia da liquidare come un'incomprensione, lo dimostra anche l'intervento del presidente della Provincia, Stefano Minerva, e del consigliere regionale, Donato Metallo: “Come uomini del Pd - hanno scritto in una nota -, ci sentiamo di confermare la nostra totale fiducia al sindaco Salvemini, certi che l’episodio di oggi sia solo un fatto estemporaneo. La giunta guidata da Carlo, che vede due assessori capaci e stimati dalla città come Sergio Signore e Paolo Foresio, e il gruppo consiliare stanno cambiando il volto e la storia del capoluogo salentino”.

Minerva e Metallo non sono i soli esponenti dem di peso a essersi pronunciati. Sulle vicende odierne, infatti, si è espressa anche Loredana Capone, presidente del Consiglio regionale, che ha provato a separare il fatto contingente da quello politico: “Il sostegno del Pd all’amministrazione Salvemini è indubbio. Lo testimonia il voto favorevole al bilancio di previsione e al Dup. Si tratta di un atto politico che conferma la fiducia al governo comunale. È evidente che posizioni diverse rispetto ad un singolo atto non possono mettere tutto in discussione e richiedono semmai dialogo e maggiore confronto sui reciproci punti di vista”.

Poli Bortone: “Maggioranza sfaldata”

Il consigliere Gianpaolo Scorrano, oltre a muovere, da addetto ai lavori, una serie di obiezioni nel merito in una dichiarazione molto accorata, ha sollevato una questione di opportunità della delibera dal momento che il progetto in questione, voluto da un privato, è stato firmato da una professionista alle scorse amministrative candidata nella lista del sindaco. Sul punto Salvemini ha replicato invitando a trasformare le allusioni in denunce presso le autorità competenti, essendo convinto della totale legittimità e correttezza formale della proposta e dell'iter seguito, mentre Gigi Valente, di Puglia Popolare, si è chiesto retoricamente se il tentativo di una candidatura precluda a un architetto, pagato da un committente, la firma di un progetto da presentare all'ente pubblico.

Adriana Poli Bortone ha successivamente rincarato la dose aggiungendoci una conclusione politiica: “La maggioranza Salvemini venuta fuori dalle urne nel 2019 si è infranta a causa della mancata approvazione del progetto di ristrutturazione di una masseria sita nel bosco di Rauccio su cui un’azienda di digital copy del Nord ha previsto una struttura turistica con venti stanze e piscina (l'assessora Miglietta ha parlato di sei stanze e di una vasca, ndr). Né la volontà pervicace del sindaco, né l’intervento dell’assessore Miglietta sono riusciti a dissipare dubbi e perplessità espressi dall’opposizione e condivisi da buona parte della maggioranza che con la consigliera Povera, presidente della commissione Urbanistica, aveva  provato, senza esito, a chiedere semplicemente  un rinvio del provvedimento per i dovuti approfondimenti".

In attesa di eventuali sviluppi politici della vicenda un paio di considerazioni si possono fare: la prima è che il sindaco, per chi lo conosce bene, non è figura disponibile a farsi logorare dall'interno oltre il dato fisiologico che è proprio di tutti i legittimi equilibri di maggioranza. Sul tavolo dell'attività politica e amministrativa, d'altra parte, ci sono questioni fondamentali per il futuro della città: dai progetti del Pnrr, a quelli presentati per il Contratto Istituzionale di Sviluppo, passando per la ridefinizione del piano pluriennale di riequilibrio finanziario e del nuovo Piano urbanistico generale, tutte questioni che hanno bisogno di una coerenza politica di fondo. La seconda riguarda le altre forze politiche di maggioranza che nella compagine di governo hanno una rappresentanza più ristretta del Pd e che fanno fatica a spiegarsi il perché di certi reiterati atteggiamenti: la compatibilità tra le diverse condotte sembra vicina al limite. Provare a rispondere oggi a chi gioverebbe, oltre che a un centrodestra ancora molto indietro nell'opera di rifondazione dopo la sconfitta elettorale, una fine anticipata della consiliatura è un tentativo davvero complicato e non solo agli occhi del cittadino comune. 

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