In attesa del Tar, "Una nuova Lecce" sprona: avanti senza ripensamenti

La coalizione che si è formata attorno al vice sindaco, Alessandro Delli Noci, esorta il primo cittadino, Carlo Salvemini a tenere la barra dritta qualunque decisione sia presa sul premio di maggioranza

Alessandro Delli Noci e Carlo Salvemini.

LECCE – Qualunque sia la decisione del Tar sull’interpretazione della legge elettorale per i comuni, il vice sindaco Alessandro Delli Noci e tutta la sua “squadra” intendono andare avanti: al di là di ogni sentenza, positiva o negativa, per le sorti dell’amministrazione guidata da Carlo Salvemini, definitiva o temporanea che sia, la coalizione “Una nuova Lecce” ritiene che il patto politico e amministrativo legittimato dal 55 per cento degli elettori al ballottaggio non possa essere scalfito da “provvedimenti di tipo amministrativo o giurisdizionale”.

Attesa per l’udienza del Tar

Mancano infatti pochi giorni alla data stabilita, l’11 ottobre, per la discussione di due ricorsi presentati da esponenti del centrodestra cittadino (tra cui i candidati rimasti fuori dal consiglio comunale) che contestano la composizione del consiglio comunale determinata dall’Ufficio elettorale con l'attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione che ha sostenuto Carlo Salvemini nel ballottaggio del 25 giugno: il centrodestra che appoggiava Mauro Giliberti ha ottenuto al primo turno il 50,7 per cento dei voti validi, risultato che a detta dei ricorrenti, che si rifanno a una interpretazione letterale della legge, avrebbe impedito comunque che il premio di maggioranza andasse a Salvemini.

Il presidente dell’ufficio centrale elettorale, alla luce delle sentenze della giustizia amministrativa che si sono succedute sulla materia, ha invece optato per una visione differente della norma specificando che per voti validi – cioè per la base di calcolo cui rapportare il risultato delle coalizioni o del singolo partito a sostegno di un candidato - si deve intendere la somma tra quelli ottenuti dai vari candidati sindaco al primo turno e quelli ottenuti dai due contendenti al ballottaggio: su questa base di calcolo, la percentuale del centrodestra al primo turno è del 28,7 per cento (48,28 se si considerano anche i voti per Giliberti al ballottaggio).

Tenere dritta la barra, in ogni caso

Come è scritto nel comunicato “il vice sindaco Alessandro Delli Noci, gli assessori Patrizia Guida e Carlo Mignone, i consiglieri Roberta De Donno, Ermenegildo De Giovanni, Marco De Matteis, Massimo Fragola, Marco Giannotta, Marco Nuzzaci e Silvano Vitale, intendono ribadire il valore del patto e perseguire l'impegno pubblico assunto con la città e con il sindaco Carlo Salvemini”.

“Oggi, ciascun leccese ha la possibilità di dialogare con il movimento civico rappresentato da Alessandro Delli Noci, un movimento composto da tanti uomini e donne che, attraverso il proprio impegno, auspicano e perseguono il cambiamento, certi che offrire a tutti i cittadini l'opportunità di vivere in una città più giusta ed efficiente sia possibile e necessario. Questo obiettivo e tanti altri punti del nostro programma elettorale hanno unito questa coalizione a quella di Carlo Salvemini e con questo obiettivo stiamo portando avanti da tre mesi azioni e progetti che hanno un unico comun denominatore: il benessere della nostra comunità. Quindi, qualsiasi sia la decisione del Tar e, successivamente, del Consiglio di Stato, continueremo a lavorare su questa strada, senza ripensamenti, sentendo forte la responsabilità di tutti quei cittadini che ci hanno dato fiducia lo scorso 25 giugno e di tutti coloro che ne hanno avuta da quel giorno in poi”.

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Il segnale, insomma, è quello di continuare il lavoro intrapreso, con la stessa determinazione e senza eventuali correzioni di linea: se il Tar desse ragione ai ricorrenti, infatti, la giunta si ritroverebbe senza una maggioranza certa e su ogni singolo provvedimento si dovrebbe trovare la quadra. Uno scenario non entusiasmante per chi governa e che non esclude nemmeno, in linea teorica, che il sindaco possa dimettersi e puntare a nuove elezioni. Ma il gruppo che fa riferimento a Delli Noci sembra convinto da una parte che il sostegno della cittadinanza sia diffuso, dall’altra che sia possibile trovare nuovi appoggi in consiglieri di minoranza che hanno preso una certa distanza dalla leadership di Perrone.

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