Politica Gallipoli

Depuratore, vicina soluzione ma senza lo scarico a mare

Previsto l'incontro tecnico tra Comune di Gallipoli, Regione e Aqp per l'attivazione dell'impianto di affinamento dei reflui. Il segretario Franco: "No a soluzioni tampone e riciclo in agricoltura"

Una delle vasche dell'impianto di affinamento delle acque reflue

Riunione tecnico-operativa ad inizio settimana per trovare una soluzione definitiva alle varie problematiche legate al ciclo della depurazione delle acque reflue dell'impianto consortile di Gallipoli. L'amministrazione comunale retta dal sindaco Giuseppe Venneri stringe i tempi e convoca i tecnici della gestione commissariale per l'emergenza idrica della Regione Puglia e dell'Acquedotto pugliese. Circostanza già anticipata dal primo cittadino nell'ambito della Commissione Ambiente di Palazzo Balsamo tanto da far desistere (nella seduta precedente dell'assise) i gruppi di Opposizione in Consiglio comunale dal presentare una proposta di delibera ad hoc sulla questione.

E da questo vertice con i responsabili primari del depuratore consortile potrebbero maturare quelle soluzioni da tempo invocate per lo smaltimento delle acque reflue e per l'attivazione dell'impianto di affinamento per il riutilizzo delle stesse per l'irrigazione. O anche la soluzione tampone della realizzazione della condotta a mare sul litorale nord dove anche questa estate si è ripresentata l'incresciosa formazione delle chiazze scure e maleodoranti a causa degli scarichi dei reflui.

Ma su quest'ultima prospettiva giunge, a livello politico, la presa di posizione della Costituente di Sinistra di Gallipoli (Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Verdi) che con il segretario cittadino del Prc, Vitantonio Franco, esprimo la loro contrarietà a soluzioni tampone e antieconomiche. Una presa di posizione che si può sintetizzata in questo modo "Siamo contrari al finanziamento dell'allungamento della condotta a mare; sì invece alla fitodepurazione e al riciclo degli scarichi in agricoltura". Concetto ancor più esplicitato dal segretario Franco che incalza: "E' incredibile! E' appena trascorsa una torrida estate in cui è stata razionata l'acqua destinata all'agricoltura e sono state drasticamente ridotte le forniture per usi potabili e qui a Gallipoli qualcuno chiede ancora alla Regione il finanziamento della condotta a mare del depuratore! Essa non è solo un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto, ma una volta realizzata, sarà presto dimenticata sul fondo del mare e senza manutenzione scaricando solo un po' più lontano dalla costa, dove più difficili saranno i controlli, possiamo scommettere in un peggioramento della qualità delle acque in uscita dal depuratore.


Ma come possono i consiglieri di maggioranza e opposizione" si chiede ancora il segretario del Prc, "chiedere contemporaneamente l'entrata in funzione del terzo stadio di affinamento, per rendere l'acqua praticamente potabile, per poi buttarla a mare con la condotta! Spendiamo i soldi pubblici per recuperare l'acqua! Occorre chiedere alla Regione vasche di affinamento, fitodepurazione, stagni di ossidazione, reti per l'irrigazione in modo che l'acqua che esce dai nostri rubinetti non sia sprecata per lavare strade, raffreddare impianti, irrigare i campi. Per questi usi teniamoci l'acqua depurata invece di gettarla in mare".

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