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"Deroga per assunzioni? Vendola applichi la legge 12"

In una conferenza stampa del centrodestra regionale, Palese difende il decreto legge di stabilizzazione finanziaria dalle accuse di Vendola e Fiore: "Questo governo ha fatto solo bene alla Puglia"

Rocco Palese.-35

BARI - Nessuna norma anti-Puglia nel decreto legge di stabilizzazione finanziaria, firmato dal governo italiano: i consiglieri di opposizione del centrodestra fugano in una conferenza stampa congiunta i dubbi sorti dopo le dichiarazioni del presidente della Regione, Nichi Vendola, e dell'assessore alla sanità, Tommaso Fiore. O almeno ci provano.

"Se la Regione Puglia sta rispettando prescrizioni e tempi del Piano di rientro, se è dentro la cornice finanziaria del Piano, non serve che Vendola chieda al governo una deroga al blocco delle assunzioni, perché in Puglia è già in vigore e al Presidente basterebbe applicare una sua legge per ottenere da se stesso, quello che chiede al Governo nazionale". È quanto affermato dal capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese, affiancato dal capogruppo de I Pugliesi, Davide Bellomo, dal coordinatore regionale de La Puglia Prima di Tutto, Tato Greco e dai consiglieri del Pdl Massimo Cassano e Lucio Tarquinio.

"Smentiamo categoricamente quanto detto dal Presidente Vendola e dell'assessore Fiore, secondo cui nel recente Decreto legge di stabilizzazione finanziaria, ci sarebbe una specifica 'norma anti - Puglia' - ha chiarito Palese - la norma in questione è una 'norma di sistema': ribadisce che le sentenze della Consulta vanno applicate, ed impatta su molte Regioni italiane di centrodestra, di centrosinistra, del Nord e del Sud: basti pensare che nei primi 6 mesi del 2011 la Consulta ha emesso oltre 20 sentenze che dichiarano illegittime norme regionali su inquadramento del personale e basti vedere quante Regioni italiane sono sotto Piano di Rientro: Piemonte, Lazio,Campania, Calabria, Abruzzo, Molise".

"Piuttosto - ha aggiunto il capogruppo Pdl - perché la Regione Puglia da febbraio (data della sentenza della Consulta) ad oggi ha perso sei mesi senza fare nulla? E come mai dopo analoghe sentenze sul personale regionale ha risolto il problema in due giorni? Se si seguono le Leggi vigenti ed il contratto nazionale di lavoro, le soluzioni ci sono: le abbiamo proposte in Commissione e siamo pronti ad appoggiarle. Perché per il personale della sanità Vendola non applica i primi tre commi dell'articolo 2 della Legge regionale 12 del 2010, che prevedono mobilità e deroghe della giunta ai direttori generali sul blocco del turn over, ossia quello che Vendola chiede al governo? Non è che per caso c'è qualcosa che non va sulle verifiche del Piano di rientro?".

Nella manovra del governo, secondo Palese, ci sarebbero norme in favore della Puglia, che nel 2010 e nei primi 6 mesi del 2011 sarebbe prima in Italia per "splafonamento della spesa farmaceutica": la manovra, infatti, prevedrebbe che per il 2012 la parte splafonata venga scontata del 35 per cento dalle case farmaceutiche. Per la Puglia questo si tradurrebbe in un incremento di 70 - 80 milioni di euro sul Fondo sanitario nazionale.

Infine, Palese ha elencato una serie di circostanze in cui il governo nazionale, a suo parere, avrebbe negli ultimi due anni favorito la Puglia: "Questo - ha ricordato - è lo stesso governo che nel 2008 ha prorogato la rendicontazione dei Fondi Ue 2000-2006, salvando per la Puglia 150 milioni di euro; che ha allentato i vincoli del Patto di stabilità; che nel 2009 in Consiglio dei ministri ha approvato una deroga ad hoc per rimediare ad un pasticcio della Giunta regionale ed ha salvato 600 milioni di euro sulla sanità; che nel 2010 per la Puglia ha riaperto i termini di sottoscrizione del Piano di rientro; che, sempre per la sanità, ha evitato il commissariamento della Puglia consentendole di accedere ad una integrazione sul Fondo Sanitario, per non farle superare il limite di deficit oltre il quale scatta il commissariamento".


"Se l'attività politica e gestionale di questo Governo regionale continuerà a limitarsi ad una ricerca continua dello scontro, della rivendicazione, del ribaltamento di responsabilità - ha avvertito Palese -, non c'è via d'uscita e anche i nuovi direttori generali resteranno generali senza soldati, senza armi e senza munizioni. Per parte nostra ribadiamo che esistono soluzioni che nel rispetto delle Leggi, dei contratti collettivi di lavoro e delle sentenze della consulta, consentono di tutelare i lavoratori e il diritto alla salute dei cittadini pugliesi. E siamo pronti a collaborare per individuarle ed attuarle".

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