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"Dia scaduta, stop al fotovoltaico in contrada Rauccio"

I tre consiglieri di Spazio Comune a San Cesario di Lecce presentano un'interpellanza sull'impianto in contrada Commenda-Rauccio e chiedono al sindaco che sia bloccato il progetto: "Nessuna proroga"

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SAN CESARIO DI LECCE - L'impianto fotovoltaico in contrada Commenda Rauccio a San Cesario di Lecce diventa il nuovo teatro di confronto e di scontro politico in seno al consiglio comunale: dai scranni dell'opposizione, infatti, il neo intergruppo Spazio Comune, composto da Marina Rollo, Pietro Capone ed Antonio Ciricugno, giunge un'apposita interpellanza, con cui si chiede al sindaco, Antonio Girau, di bloccare l'impianto in questione.

Per i tre consiglieri il Comune deve dichiarare la decadenza della Denuncia d'inizio attività (la Dia) presentata il 27 dicembre 2007, in quanto "quel titolo abilitativo - specificano - ha cessato la propria efficacia in data 25 marzo 2011, come sostenuto dallo stesso legale della Società che invita a concedere proroga del termine ultimo di ultimazione dei lavori intrapresi in esecuzione della Dia".

Questi i fatti, secondo la ricostruzione degli interpellanti: in data 27 dicembre 2007, la Solar Ventur spa ha presentato Dia per la realizzazione di un impianto fotovoltaico di potenza inferiore a 1Mw in località Rauccio-Commenda. Successivamente il Consiglio comunale, con delibera 38 del 14 agosto 2008, approvava il Regolamento per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non destinati all'autoconsumo, disponendo la revoca delle Denuncie inizio attività per le quali, pur decorso il termine previsto, i lavori non fossero effettivamente iniziati.

Gli interpellanti chiariscono che l'attuale normativa escluda ogni possibilità di proroga o rinnovo del titolo abilitante, essendo venuti meno i presupposti normativi per il rilascio di un titolo analogo a quello di cui si discute, come affermato dal legale a cui si è rivolto l'ente per un parere pro veritate. Inoltre, con l'interpellanza i consiglieri Rollo, Capone e Ciricugno lamentano l'assenza di adeguata vigilanza urbanistica sull'effettivo inizio dei lavori che, secondo la costante giurisprudenza, sarebbero dovuti iniziare entro un anno dalla comunicazione della Dia (art. 15, comma 4 del Decreto Presidente Repubblica 380 del 2001) .

Oltre alle presunte irregolarità, i consiglieri interpellanti segnalano la presenza nel cantiere di lavoratori di colore nelle scorse giornate e chiedono notizie sulla polizza fideiussoria bancaria o assicurativa a favore del comune di 50 euro per ogni Kw di potenza elettrica autorizzata, per lo smaltimento dei materiali e delle attrezzature di cui è composto l'impianto alla cessazione dell'attività a carico del titolare della Dia, ai sensi dell'articolo 6 del relativo Regolamento comunale.


I consiglieri chiedono di sapere se sia intendimento del Comune procedere immediatamente alla revoca della Dia e se lo stesso abbia verificato il rispetto degli interventi edili descritti nella Dia, con l'indicazione delle eventuali date e relazioni dell'ufficio accertatore; quindi, chiedono i motivi per i quali il comune non abbia adottato il provvedimento di decadenza della Dia in questione, in assenza dell'inizio dei lavori entro un anno dalla comunicazione; gli interpellanti domandano se sia intendimento del Comune segnalare alla Spesal (Servizio di prevenzione e sicurezza sugli ambienti di lavoro) dell'Asl di Lecce ed agli altri organi competenti deputati alla vigilanza in materia di lavoro e sicurezza sul lavoro l'opportunità di verificare il rispetto nel cantiere della normativa vigente in materia.

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