Il destino delle marine leccesi: il dibattito si allarga, tra pubblico e privato

Quale futuro per San Cataldo e le altre località rivierasche? Diverse sono le ricette proposte. I contributi di Foresio, Ripa e Salvemini

Una spiaggia a San Cataldo

LECCE – Le marine leccesi sono entrate di diritto nel dibattito locale. Non solo quello politico in senso stretto, ma anche nell'agenda dell’opinione pubblica che di solito si disinteressa degli affari di palazzo.

Per il 29 febbraio l’amministrazione comunale, con il consigliere delegato Antonio Lamosa, ha promosso un incontro per discutere degli interventi già fatti e di quelli da programmare per la riqualificazione delle località rivierasche leccesi, mentre per il 13 marzo l’associazione “I guardiani del Farò” ha organizzato una festosa marcia su San Cataldo.

Il capogruppo del Pd, Paolo Foresio, rilancia la proposta – oggetto di una mozione a firma del collega di partito Antonio Rotundo – di istituzione di una zona franca per tutto il litorale leccese e quella di una riduzione dell’imposta sull’occupazione del suolo pubblico. Non solo: secondo Foresio i tributi locali versati dai residenti e dagli operatori di San Cataldo e delle altre marine dovrebbero essere interamente investiti nelle stesse località

D’altra parte c’è chi, come il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Ripa, ritiene che la stessa attenzione di cui è oggetto in questi giorni San Cataldo non sia riservata anche a Frigole e Torre Chianca, che sono le località con il maggior numero di residenti: “Sarebbe quindi opportuno mettere in risalto come anche le marine di Frigole, Torre Chianca e borghi connessi, necessitano di una serie di interventi urgenti per garantire un minimale condizione di vita ai residenti. Da qui il nostro invito all’amministrazione per un incontro propositivo e costruttivo con il Sindaco, onde consentire di fare il punto sugli interventi necessari”.

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Il consigliere Carlo Salvemini, promotore di Lecce Città Pubblica, punta sull’iniziativa pubblica per la riqualificazione chiedendo al governo cittadino di comprendere e dialogare con le istanze civiche che si stanno affermando in questi giorni: “Per le nostre marine non è prioritario, come qualcuno pensa, sollecitare investimenti privati, pur importanti. Ma attivare l’investimento pubblico in un’area lasciata per troppo tempo allo spontaneismo senza regole. Per le nostre marine non è decisivo, come qualcuno pensa, che la politica faccia un passo indietro. Serve semmai che ne faccia due avanti per assumersi nuove responsabilità. Le idee non mancano. Gli strumenti ci sono (Pug, Piano delle Coste, Piano delle mobilità sostenibile, Rigenerazione urbana). La voglia dei cittadini si fa sentire. Serve una regia sensibile e intelligente capace di tenere tutto assieme”

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