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Il presidente di Federazione Imprese Demaniali si sente tradito: "Sconfitta della politica"

L'associazione di categoria, che aveva preso parte all'udienza dell'Adunanza plenaria, ravvisa qualche margine di consolazione nella sentenza che l'assessora Rita Miglietta commenta invece con piena soddisfazione

LECCE  - La sentenza del Consiglio di Stato sulle concessioni balneari è stata una autentica doccia fredda per gli operatori del settore le cui ragioni, invece, erano state accolte dal Tar Lecce. 

Mauro Della Valle, presidente Federazioni Imprese Demaniali, è intervenuto affermando che “questa è una sconfitta del legislatore, la politica non ha inteso affrontare il problema e questi sono i risultati. In ogni caso la situazione è migliore rispetto a quanto prevedeva la delibera del Comune di Lecce. Anche se il Consiglio di Stato ha confermato la scadenza delle concessioni al 2023, a differenza del Comune che imponeva di rinunciare ad ogni diritto futuro sull’area in concessione, i giudici hanno affermato la necessità di una profonda riforma, in particolare in tema di indennizzo ai concessionari uscenti”.

Il legale dell'associazione, l'ex deputato Federico Massa, ha da parte sua rilevato che “L'adunanza plenaria, come tutti auspicavamo, ha dato una risposta chiara: la proroga generalizzata delle concessioni contrasta con il diritto comunitario, quindi occorre una disciplina per l'espletamento delle gare; ma deve essere una disciplina che contempla il riconoscimento del diritto del concessionario uscente al riconoscimento di un indennizzo a tutela del valore aziendale. Quindi, serve una nuova legge, speriamo che sia la volta buona. Infine, l'Adunanza Plenaria ha sancito che le concessioni in essere verranno a scadenza il 31.12.2023. Una proroga incondizionata e valida per tutta l'Italia, non le cento bandierine per segnare il punto del sindaco più bravo”.

L'assessora Miglietta: "Emerge l'interesse generale"

Di diverso tenore, naturalmente, le dichiarazioni dell'assessora Rita Miglietta che, insieme al sindaco, Carlo Salvemini, ha sempre difeso la scelta dell'amministrazione di proporre ai balneari una proroga tecnica triennale nell'attesa di una riforma del settore: "Con queste sentenze, molto più di quanto sia stata in grado di fare la politica, si restituisce alle spiagge il valore di beni pubblici. Le libera dall’ombra nella quale il vuoto normativo e il disimpegno politico le aveva relegate con lo strumento illegittimo delle proroghe generalizzate sine die. Emerge invece, finalmente in tutta la sua rilevanza, l’interesse generale e non di parte che deve caratterizzare la gestione delle spiagge. Che è quello che ha seguito il Comune di Lecce disapplicando la proroga al 2033 e stabilendo un beve periodo transitorio ma assolutamente idoneo e opportuno a preparare il tavolo di lavoro delle gare. Ora si apre finalmente una nuova strada, quella dell’equità, delle opportunità di rinnovamento del passato modello balneare, di nuove opportunità per giovani imprenditori. È insomma il momento della visione, come quella nostro piano coste, di una vera valorizzazione delle spiagge come opportunità per tutti".

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