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Lupiae Servizi: sì al piano, ma è “di difficile realizzazione”

Il direttore generale, prima del voto della commissione Bilancio, non ha nascosto la complessità del prossimo triennio. La minoranza si astiene, ma l’opinione è che il piano traballi: fondamentale il ruolo delle nuove convenzioni

Una seduta della commissione Bilancio.

LECCE – Il piano industriale della Lupiae Servizi è stato approvato dalla maggioranza di centrodestra in commissione Bilancio e nelle prossime ore riceverà il via libera definitivo in consiglio comunale. Nell’ultima seduta dedicata all’argomento, al secondo piano di Palazzo Carafa, la discussione è stata franca e, come nei giorni precedenti, vi hanno partecipato il direttore generale Pietro Scrimieri e il dirigente del settore Avvocatura, Maria Teresa De Salvo.

Il futuro della società partecipata, infatti, non poggia su basi solide. Certo, rispetto alle previsioni di qualche mese addietro, alla luce della cosiddetta spending review la situazione è cambiata perché se allora erano in pochi a ritenere che si sarebbe salvata dalla scure dei tagli, oggi i pronostici sono più possibilisti: è stato portato avanti un intenso lavoro sia per dare dal punto di vista giuridico un fondamento di pubblico interesse ai servizi che la Lupiae svolgerà per conto del Comune – condizione, questa, essenziale per sopravvivere al decreto -, sia per trovare una quadratura del cerchio alla questione della sostenibilità economica, per garantire la quale la trattativa tra azienda e sindacati è stata sofferta e laboriosa. “E’ un piano industriale di difficile realizzazione”, ha ammesso lo stesso direttore generale aggiungendo che è necessario “un grosso impegno da parte di tutti dato che il volume d’affari è ridotto e tutto si gioca sulla riduzione dei costi”.

Secondo la minoranza sono due i punti sostanzialmente deboli della strategia adottata dal Comune di Lecce e che lasciano in piedi il sospetto che, in realtà, si tratti di un tirare a campare magari per poi ritrovarsi, nel giro di qualche mese, a ridiscutere del futuro della Lupiae Servizi. Carlo Salvemini, di Lecce Bene Comune, ha posto il problema dei possibili ricorsi che le società fino ad oggi affidatarie di alcuni servizi – come la pulizia delle spiagge, la derattizzazione, dalla prossima primavera in mano alla partecipata  – potrebbero presentare al Tar inficiando la tenuta stessa del piano industriale che potrebbe arenarsi davanti al primo provvedimento cautelare.

Antonio Torricelli, del Pd, ha da una parte ricordato i quindici milioni di euro spesi da Palazzo Carafa per mantenere in piedi “un carrozzone” che ha prodotto quasi sempre perdite per il socio unico – soprattutto negli anni precedenti le tornate elettorali -, mentre dall’altra ha lodato il senso di solidarietà manifestato dai lavoratori che hanno preferito accettare la riduzione dell’orario piuttosto che quella dell’organico. E’ su di loro, in buona parte, che pesa il sacrifico imposto dall’amministrazione che si è impegnata comunque a garantire i livelli occupazionali.

Nei fatti un ruolo fondamentale lo avranno le nuove convenzioni, quelle relative alle notifiche e quelle cosiddette ambientali: in teoria dovrebbero produrre un fatturato di poco più di un milione di euro, grosso modo un importo simile al risparmio ottenuto con la riduzione del costo del lavoro. Ma come pulirà il Comune le spiagge delle marine leccesi, non avendo i macchinari per farlo? “E’ una questione sulla quale porremo la massima attenzione nelle prossime settimane – ha spiegato il direttore generale-. Dato che il contratto vigente scade ad aprile abbiamo il tempo per organizzarci”.

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