Valente, l'affondo verso il traguardo: "M5S unica forza del cambiamento"

Al voto per il rinnovo del consiglio comunale mancano oramai pochi giorni. Il candidato pentastellato risponde alle dieci domande di LeccePrima: dalle questioni sociali alle marine, dalla movida ai trasporti

Seduto, il deputato Di Battista. Accanto a lui, Valente.

LECCE – Fabio Valente è il candidato del Movimento 5 Stelle che, per la seconda volta consecutiva, concorre alle amministrative leccesi. A distanza di quasi cinque mesi dalla prima intervista a LeccePrima, quando ancora la sua candidatura non era stata ufficializzata, Valente risponde alle dieci domande che abbiamo rivolto a tutti i sei i candidati in competizione.

La campagna elettorale obbliga a battere la città palmo a palmo. Quali sensazioni personali ne ha ricavato e quali esigenze collettive le pare di aver raccolto?

La percezione che abbiamo avuto in questi giorni è sicuramente positiva, i cittadini hanno una forte esigenza di cambiamento e crediamo abbiano compreso che il Movimento 5 Stelle sia l’unica forza politica che può garantirlo.  Si sente la necessità di un ricambio nelle istituzioni,  atteso il fatto che abbiamo due candidati sindaco che rappresentano il centrodestra, ovvero l’amministrazione uscente, e l’esponente di una coalizione che comprende anche il Pd che ormai da 15 anni siede a Palazzo Carafa, senza che se ne sia avvertita la presenza.

Alla luce di quanto sopra, c’è qualche iniziativa che aggiungerebbe alla sua agenda politica? Si rimprovera qualcosa?

Abbiamo fatto una campagna elettorale informando piuttosto che rastrellando voti. Riteniamo di essere credibili a fronte di una serie innumerevoli di boutade elettorali che vengono lanciate. I leccesi sono ormai consapevoli che la vera svolta per la città sia il Movimento 5 Stelle.

La diffidenza nei confronti della classe politica è un fatto nazionale, e non solo. Si avverte anche in una dimensione di prossimità, quale quella delle amministrative, questa distanza?

Decisamente sì. Come già detto i cittadini sono stanchi degli stessi volti, di una classe politica cittadina che non ha avuto la volontà di mettere in gioco gente nuova, di pensare ad un ricambio. Abbiamo stessi attori che in certi casi  sperano in una riconferma ed altri che pensano di ripulirsi dal recente passato politico dichiarandosi estranei a quanto fatto fino al mese di dicembre 2016.

La domanda sulle priorità nei primi cento giorni di governo è scontato. Poniamo allora la questione degli atti dell’amministrazione uscente che ritiene dannosi o insufficienti o comunque migliorabili.

Abbiamo l’urgenza di intervenire sulla povertà che investe la città. Il  primo provvedimento da mettere in atto è il Reddito di Cittadinanza Locale. Ma certamente urge alla città anche un Piano Urbanistico Generale, ultimo provvedimento tentato in modo scorretto e  fallimentare dall’amministrazione uscente.

Emergenza abitativa: Salvini ha auspicato, proprio qui a Lecce, che si dia la priorità ai residenti da un decennio. Cosa ne pensa al proposito?

Per quanto ci riguarda, Salvini ha operato un cambio di rotta, dai meridionali è passato a parlare di residenti “italiani”. Il Movimento 5 Stelle ha le idee chiare sull’emergenza abitativa leccese, è per noi una priorità e rientra nel  piano a contrasto della povertà che è snodo fondamentale del nostro programma. La sollecitazione del leader nazionale del Carroccio è irrilevante, tanto più perché, a Lecce, si schiera con gli artefici di quell’emergenza, incapaci di risolverla.

Trasporti: il filobus si smonta o si rende più efficiente?

Per qualcuno spendere 4,5 milioni di euro per smontare il filobus è una priorità, per noi i 4,5 milioni di euro devono essere necessariamente destinati al Reddito di Cittadinanza. Suona strano che chi appartiene alla sinistra non sia in linea con questo nostro intento. In fondo, si tratta di una battaglia, quella a contrasto della povertà, che storicamente apparterrebbe proprio a quello schieramento politico. 

Il litorale resta la terra delle promesse troppo spesso mancate, che però si rinnovano a ogni scadenza elettorale. Perché stavolta dovrebbe essere diverso?

Non sarà diverso se le promesse cui ci affidiamo appartengono a chi, colpevolmente, ha gettato le nostre marine nel degrado.  La soluzione del problema non può certo provenire da quanti hanno provocato quella condizione, ovvero entrambi i candidati del centrodestra e chi, seppur nella minoranza, lo ha ignorato fino ad oggi o non è riuscito a dargli la giusta eco. Soltanto il Movimento 5 Stelle è attento al problema, è nel nostro Dna.

Anziani e bambini, due fasce di popolazione di cui la città non sembra particolarmente amica. Come invertire la rotta, realisticamente?

Stessa logica vista precedentemente e relativamente alle marine: mai nessuna soluzione, mai nessuna proposta. Riattivare i centri rionali nelle periferie per gli anziani, istituire la figura dei ricreatori comunali per i ragazzi in età scolare. Sono parte delle nostre proposte, concrete e di immediata attuazione. Peraltro poco dispendiose, ne deduciamo che non ci sia stata la volontà politica per realizzarle e che, cosa ancor più grave, non ci sia stata sensibilità nei riguardi di certi fasce deboli.

Lecce non è solo centro storico, ma lì vi è un problema di delicato equilibrio tra movida e residenti. Come se lo immagina sotto la sua azione di governo?

Istituendo nell’immediato la “Consulta della movida” tra amministrazione comunale, esercenti e residenti per trovare soluzioni concertate per tutti.

La città con gli anni prende consapevolezza del suo potenziale in termini di capacità di attrarre visitatori. Eppure per aprire le chiese o dare continuità alle attività nei poli culturali si fa ancora una gran fatica. Come mettere finalmente a sistema cultura, turismo e divertimento?

Il potenziale della città si alimenta da sé, attraverso il passaparola tra gli ospiti, non certo per merito di una politica di promozione del territorio attuata dall’amministrazione comunale. Ancora oggi la fruibilità dell’anfiteatro romano, per fare un esempio pratico,  è solo un miraggio per il turista; stesso dicasi per la  massima parte dei monumenti e siti di interesse storico e artistico.

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E’ necessario, nell’immediato, disporre di tutto il nostro patrimonio artistico e culturale, iniziare a fare rete attraverso quel “Distretto Turistico” avviato dal prefetto Palomba che è ancora inattuato. E’ necessario lavorare di concerto con i comuni della provincia per offrire un pacchetto turistico che spazi a 360 gradi tra le bellezze del nostro territorio, evitando di restare ancorati in logiche da bottega.

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