Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Dieci sindaci contro Piconese: “Non strumentalizzare l’emergenza Ato”

Alcuni primi cittadini contro il collega di Uggiano La Chiesa per la sua dura presa di posizione sulla gestione del sistema: “Per far parlare di sé servono i risultati e non utilizzare le emergenze serie, che riguardano 46 comuni”

UGGIANO LA CHIESA – Dieci sindaci uniti contro Salvatore Piconese, primo cittadino di Uggiano La Chiesa, per la sua lettura sul caso della gestione rifiuti nell’Ato Lecce 2. I sindaci Daniele Cretì (Santa Cesarea Terme), Gabriella Cretì (Muro Leccese), Gabriele Petracca (San Cassiano ), Mauro Leucci (Botrugno), Silvana Cafaro (Neviano), Francesco Rausa (Ortelle ), Salvatore Puce (Surano), Luigi Negro (Seclì), Oriele Rolli (Cutrofiano ), Vittorio Aprile (Sanarica) puntano i piedi contro le affermazioni del consigliere provinciale del Pd e replicano duramente con una nota congiunta.

“È ora – si legge - che il sindaco di Uggiano la Chiesa inizi a interpretare seriamente e con coscienza il suo ruolo istituzionale, smettendola di fare il protagonista ad ogni costo con dichiarazioni per nulla corrispondenti alla realtà dei fatti, al solo scopo di apparire sui mezzi d’informazione. Le sue affermazioni appaiono strumentali e sterili rispetto a un problema grave affrontato quotidianamente con serietà dalla Prefettura e dai vari livelli istituzionali (Regione, Provincia, Ato e Comuni)”.

“Va chiarito – prosegue la nota - che, se delle responsabilità esistono in questa situazione, sono da attribuire unicamente ai Comuni che non sono riusciti a versare le somme dovute entro la scadenza prestabilita; lista di cui faceva parte anche il Comune amministrato dal sindaco Piconese, sino a qualche anno addietro; al contrario, gli scriventi hanno da sempre regolarmente pagato le spettanze alla scadenza”.

Per i sindaci è “falsa” e “strumentale l’affermazione secondo cui il Consorzio Ato Le2 sia responsabile dell’attuale situazione”, ma anzi “noi sindaci – precisano - dovremmo riconoscere l’attività svolta dalla struttura consortile e ringraziare il presidente Macculi, per la pazienza e la capacità di mediazione che ha dimostrato nel risolvere ogni situazione di crisi venutasi a creare in questi anni, collaborando costantemente con Regione e Provincia”.

“Ricordiamo a Piconese, visto che la ignora – continuano -, la lunga lista di problematiche risolte con successo e risultati ottenuti dalla gestione consortile: dal problema della chiusura delle discariche, al coordinamento degli impianti di differenziata e indifferenziata, alle problematiche dei trasportatori; per non parlare del piazzamento dei nostri 32 Comuni tra i primi 50 posti della classifica dei Comuni ‘ricicloni’ della Puglia, grazie alla maggiore percentuale di raccolta differenziata fatta registrare. E che dire dei 26 ecocentri già realizzati e fatti finanziare nel nostro bacino, uno dei quali anche nel tuo Comune?”.

Infine, i dieci sindaci ritengono che vada smentita categoricamente l’affermazione di Piconese che “rievoca vecchie polemiche già superate” secondo cui “nei nostri Comuni i costi per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti siano più elevati che altrove. È, bensì, vero il contrario – affermano -, nei 32 Comuni della gestione unitaria si paga una Tarsu che è in media di 2 euro a metro quadrato, mentre negli altri comuni che hanno mantenuto la gestione comunale i costi arrivano sino a 3 e addirittura 4 euro a metro quadro. Praticamente il doppio! Cifre che su larga scala fanno differenze di costi enormi, con risultati peraltro scarsi, visto che registrano percentuali di raccolta differenziata decisamente inferiori”.

“Pertanto, caro Piconese – concludono -, dovremmo essere noi, sindaci sempre adempienti dell’Ato Lecce 2, dalla sua nascita e non nell’ultimo biennio, a lamentarci! Siccome siamo persone serie, con il senso istituzionale del nostro mandato, ci rendiamo conto dei problemi di natura finanziaria che altri Comuni hanno avuto. Non c’è altro, caro Piconese. Per far parlare di sé servono i risultati: realizza opere buone e pubblicizzale! Abbi, piuttosto, la coscienza istituzionale di non utilizzare in modo strumentale delle emergenze serie, che riguardano 46 comuni”.

 

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