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Diffida al "Terra Rossa", ma i promotori confermano l'iniziativa con i diplomatici

E' in programma dal 15 al 17 aprile un incontro nazionale di solidarietà con il Venezuela. La struttura è occupata e il Comune intende riappropriarsene

LECCE – Una diffida e una poltrona lasciata libera. Sono questi i due estremi di una vicenda che vede al centro lo spazio sociale Terra Rossa e, in particolare, il quarto incontro nazionale di solidarietà con il Venezuela, in programma il 15, 16 e 17 aprile proprio nei locali dell’asilo comunale "Angeli di Beslan".

La struttura pubblica, chiusa per alcuni anni, è stata riaperta dagli attivisti della Rete dei conflitti che hanno messo in piedi una ludoteca e una serie di attività a beneficio della gente del quartiere e non solo.

Ma l’occupazione dalla quale è partito il nuovo corso della struttura pubblica, è anche alla base della diffida all’organizzazione dell’evento redatta dalla questura di Lecce e notificata un paio di giorni addietro. I promotori – il comitato “Caracas chiama” in collaborazione con l’Università Popolare Asylum - hanno confermato lo svolgimento dell’iniziativa e hanno fatto sapere che, anzi, accanto ai due posti riservati ai diplomatici venezuelani invitati, gli ambasciatori in Italia e in Bulgaria, ci sarà una poltrona per il sindaco di Lecce, Paolo Perrone: a lui la decisione se parteciparvi o meno.

L’amministrazione comunale ha reagito all’occupazione rivendicando la titolarità dello spazio e annunciando il reperimento dei fondi necessari agli interventi per la manutenzione e la messa in sicurezza dei locali, che costituirono la ragione della chiusura. La diffida è parsa dunque come un segnale di indisposizione nei confronti delle attività del Terra Rossa.

“Con questo atto – è scritto in un comunicato - si mostra cecità rispetto all’impegno civico di quelle cittadine e quei cittadini che da circa un mese hanno messo in piedi un inedito esperimento di rigenerazione urbana nel quartiere Casermette di Lecce, con il sostegno degli abitanti del quartiere e del mondo dell’associazionismo democratico salentino, garantendo la bonifica di uno spazio di proprietà comunale lasciato per tre anni in balia di predoni, spacciatori, tossicodipendenti e prostitute vittime di sfruttamento”. L’asilo si trova in via Casavola, traversa di via Monteroni.

“Gli ambasciatori venezuelani hanno manifestato interesse a intraprendere un dialogo con Lecce e i comuni del Salento. Si tratta di una occasione importante per far conoscere loro le tipicità prodotte dal nostro territorio e avviare così un rapporto che potrebbe portare alla costruzione di relazioni istituzionali e commerciali tra le nostre comunità territoriali, le aziende che operano sul nostro territorio, aderendo a un preciso codice etico, e questo grande paese dell'America Latina”.

(Leggi il Programma IV incontro)

I promotori, per rimarcare la rilevanza anche istituzionale della manifestazione, hanno chiesto il patrocinio al Comune di Lecce e un incontro con il sindaco e i capigruppo consiliari e in risposta hanno ricevuto una diffida: “Ricordiamo che i precedenti tre incontri nazionali si sono tenuti tutti in spazi sociali autogestiti coerentemente con lo spirito partecipativo che anima il processo bolivariano in Venezuela. In particolare, nel 2015, la tre giorni si è tenuta a Napoli nell’ex asilo Filangieri, struttura occupata e autogestita, dove è intervenuto il sindaco De Magistris che lo scorso dicembre è stato promotore di una delibera esecutiva con cui il Filangieri, dichiarato luogo di cultura, è stato ufficialmente assegnato agli occupanti, riconoscendo il valore sociale dell’autogestione popolare”.

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