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Gasdotto Tap, la Puglia diffida il governo: "Autorizzazione non è valida"

Richiesto il ritiro in autotutela del provvedimento che ha sancito il via libera all'opera: si punta sulla mancanza dell'accordo tra Stato e Regione

LECCE – Una diffida a procedere corredata da una richiesta di sospensione in autotutela è stata indirizzata al governo dagli uffici della Regione Puglia, su mandato del presidente, Michele Emiliano. L'iniziativa regionale arriva dieci giorni dall'udienza del Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi sulla questione del gasdotto Tap dopo il respingimento da parte del Tar Lazio dei ricorsi del Comune di Melendugno e della stessa Regione.

L’autorizzazione unica rilasciata dal ministero della Sviluppo Economico per la realizzazione dell'infrastruttura, infatti, mancherebbe di un requisito fondamentale per la sua validità, l’intesa Stato-Regione. Una recente sentenza della Corte Costituzionale sul punto porterebbe acqua al mulino del governatore: come noto la Puglia, dopo aver dato parere negativo alla valutazione di impatto ambientale, si è opposta anche in sede di confronto, avvenuto a più riprese, presso la Presidenza del Consiglio fino alla decisione definitiva, quella del Consiglio dei Ministri che ha posto termine allo stallo che si era determinato.

Il Comune di Melendugno considera l'autorizzazione unica scaduta per decorso del termine ultimo, quello del 16 maggio, indicato per l’avvio del cantiere: non basterebbero insomma, i sondaggi archeologici e le bonifiche sul sito individuato per il terminale di ricezione, in agro di Melendugno. Per il ministero dell’Ambiente non ci sono invece dubbi: è tutto in regola.

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