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Martedì, 25 Gennaio 2022
Politica

Piano regionale rifiuti, parte la diffida alla Regione. In consiglio Lega contro la discarica di Corigliano

A sostegno delle forti preoccupazioni sanitarie del Forum Ambiente e salute Salento, che ha sottoscritto il documento indirizzato all'ente, anche l’Ordine dei medici della provincia di Lecce. Durante i lavori di oggi a Bari la Lega ha manifestato il dissenso contro le discariche di Corigliano d’Otranto e di Conversano. Assessora Maraschio: "C’è la possibilità concreta di perseguire altre scelte"

BARI – Esperti ambientali e medici hanno valutato nelle scorse ore la possibilità di una diffida alla Regione affinché non preveda la discarica mati attivata di Corigliano d’Otranto come sito per la gestione dei rifiuti. Dalle parole ai fatti. La diffida non solo è partita, ma è stata indirizzata al presidente della Puglia Michele Emiliano; all’assessora all’Ambiente Anna Grazia Maraschio; a tutti i consiglieri regionali; alla Sezione ciclo, rifiuti e bonifiche e a quella per le Autorizzazioni ambientali. Il Forum Ambiente e Salute Salento, col sostegno di diverse associazioni e dei comitati del luogo, ha diffidato le “autorità e le rappresentanze istituzionali in indirizzo dall’approvare il Piano di gestione dei rifiuti urbani  che contenga la  previsione, sia pure condizionata, di localizzare una discarica di rifiuti nel sito di Corigliano. Si riserva ulteriori azioni, anche in sede di Unione Europea, finalizzate alla tutela della falda  acquifera  salentina, che rifornisce di acqua potabile  a  circa un milione di  cittadini , nonché all’accertamento di   eventuali omissioni e responsabilità”, si legge nel documento.

Proprio nel pomeriggio di oggi è in corso di svolgimento il consiglio regionale nell’ambito del quale dovrebbe essere approvato il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, in aggiornamento a quello precedentemente adottato nel 2013. All’interno del piano è prevista l’apertura della discarica coriglianese, lin zona “Scomunica”, lungo la via vecchia per Soleto: un sito individuato una quindicina di anni fa da Raffaele Fitto, poi realizzato da Nichi Vendola, ma mai entrato in funzione. La sua capienza è di circa 290mila metri cubi e l’area è stata impermeabilizzata a suo tempo. Eppure nessun sistema di impermeabilizzazione, per quanto evoluto, sembrerebbe poter garantire una mancanza di contaminazione. Lo affermano esperti ambientali e medici (oltre alla Lega italiana lotta ai tumori, in campo contro la discarica anche l’Ordine dei medici della provincia di Lecce): quello è uno tra i luoghi maggiormente critici per la salute umana. Lo stesso Cnr, nel 2002, ha evidenziato come la discarica sia stata costruita letteralmente sulla falda freatica dalla quale l’Acquedotto Pugliese approvvigiona i propri pozzi di acqua potabile da far arrivare nelle case dei salentini.

Un aspetto che, come rilevato anche all’interno del testo della diffida, si porrebbe in contrasto con la normativa europea e nazionale relativa alla tutela delle falde acquifere. Anche uno studio del 2009 del Dipartimento di Scienze dei materiali dell’Università del Salento - a firma del professore Paolo Sansò e dal titolo “Analisi degli elementi di criticità geologica presenti in località Masseria Scomunica (Corigliano d'Otranto) in relazione alla realizzazione di una discarica di servizio” - ha confermato l'elevata vulnerabilità della falda carsica profonda e la pericolosità di eventuali inquinanti idroveicolati provenienti dalla superficie. Preoccupazioni condivise nel corso degli anni dall’amministrazione comunale di Corigliano d’Otranto e dallo stesso Acquedotto Pugliese che, a luglio scorso, si è espresso a favore della tutela della falda.

Le rassicurazioni dell'assessora Maraschio

“Per quanto riguarda le previsioni di Piano di due discariche, la discarica Martucci e la discarica di Corigliano, vogliamo dire una volta per tutte che nessuna delle scelte contenuta nel Piano, che non sono scelte chiuse, ma sono scelte che lasciano davvero aperte altre possibilità, anche di individuazione di soluzioni concrete diverse, non sono scelte che sono state operate sulla testa dei cittadini o senza tener conto delle risultanze oggettive, che sono state valutate tutte, compresa l’esistenza di contratti di concessione in essere, che, se ignorati, potrebbero avere anche ricadute significative da un punto di vista economico sulla testa dei cittadini”, sono le dichiarazioni dell’assessora all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio. “Se ci fossero dati oggettivi che ci consentissero di accogliere la richiesta formulata di non considerare queste discariche o di non inserirle nel Piano, quindi non di considerarle in concreto, questo percorso sarebbe sicuramente seguito, fermo restando che comunque all’interno del Piano, tanto per quanto riguarda la discarica di Corigliano quanto quella di Martucci, c’è la possibilità concretamente di perseguire altre scelte, se dovessero i sindaci, così come stanno richiedendo, voler ricercare altre soluzioni. In linea con quanto già esposto sulle discariche, il Piano non prevede la realizzazione di termovalorizzatori, tecnologia che non concorre agli obiettivi di riciclaggio e che pertanto deve essere superata nello scenario di medio-lungo termine", conclude.

Le dichiarazioni di Bellomo, Pagliaro e Amati

Durante i lavori presso la Regione di questo pomeriggio, intanto, il dissenso di alcuni esponenti non è soltanto rivolto alla eventuale attivazione della discarica salentina, ma la preoccupazione è anche per il sito denominato “Martucci” nelle campagne tra Conversano e Mola di Bari. Il capogruppo Lega Puglia, Davide Bellomo, in consiglio regionale si è scagliato contro la scelta di rimettere in funzione il sito di stoccaggio nel Barese. “La discarica Martucci, già sequestrata e chiusa dalla procura nel 2013, ha al suo interno un impianto di trattamento rifiuti ancora in attività. Le indagini che portarono alla chiusura del sito fecero emergere fatti di gravità inaudita; sversamenti di rifiuti di ogni genere che procurarono malori tra i dipendenti, con fuoriuscite di percolato dalle vasche dei lotti tuttora sequestrati.A seguito di quei fatti”, prosegue Bellomo, “la Regione ha investito ingenti risorse al fine di effettuare rilevamenti e indagini più approfondite che ci consentissero di acquisire informazioni più dettagliate, con riscontri scientifici e ambientali circa lo stato del luogo e della falda sottostante. Ci troviamo invece oggi a parlare nuovamente di aprire ‘discariche’, concezioni obsolete, superate ed è la stessa Europa che ce lo dice; perché in fondo, questo Piano Rifiuti Maraschio non è altro che un restyling, per giunta mal eseguito, del vecchio Piano rifiuti dell'era Vendola”.

Oltre alla vicenda Martucci, la Lega fa poi riferimento all’analogo caso della discarica di Corigliano d’Otranto, sul quale si è espresso consigliere Gianfranco De Blasi, che si fa portavoce in Regione assieme a Bellomo e a tutto il gruppo consiliare Lega Puglia della crescente preoccupazione dei coriglianesi e dei salentini. Afferma De Blasi: “L’apertura dell’impianto di Corigliano equivarrebbe a un disastro annunciato. Faremo di tutto per scongiurare che l’assessore Maraschio inneschi una bomba ecologica che si ripercuoterebbe sulla salute dei cittadini per chissà quanto tempo”, conclude.

Di parere analogo anche il consigliere regionale Paolo Pagliaro che ha espresso il suo "No" al piano rifiuti in via di discussione. "Un piano atteso da anni, da cui ci saremmo aspettati soluzioni innovative che utilizzassero i rifiuti come risorsa. Invece no, nel 2021 siamo costretti a combattere ancora contro le mega discariche nate dove non sarebbero mai dovute sorgere. Mi riferisco all’impianto di Corigliano d’Otranto, finora mai entrato in funzione proprio per scongiurare la minaccia d’inquinamento della vicina falda idrica, la più importante del Salento, quella che porta l’acqua nei rubinetti di metà della provincia di Lecce. E invece in questo nuovo Piano dei Rifiuti, incredibilmente, si prospetta l’apertura della discarica. Contro questo scempio siamo pronti alle barricate, forti della condivisione di una battaglia che è di tutto il territorio, in difesa della salute che viene messa a rischio in una terra già martoriata dal punto di vista ambientale, con uno spaventoso tasso di patologie tumorali.  A distanza di tanti anni ci ritroviamo al via di questo assurdo gioco dell’oca che è la gestione dei rifiuti in Puglia, dove non si riesce mai a chiudere il cerchio. Ecco perché chiediamo che quel sito non sia messo in funzione, per scongiurare un rischio che fu compreso già 26 anni fa. Domenica scorsa abbiamo manifestato al fianco di sindaci, cittadini, amministratori locali, movimenti ambientalisti, associazioni, rappresentanti del mondo della salute e medici, tutti uniti dallo stesso no all’apertura dell’impianto di Corigliano. Così come è assurdo pensare di riaprire la discarica Martucci a Conversano, chiusa da otto anni e non ancora bonificata: una vera bomba ecologica. L’apertura di enormi discariche è un gigantesco passo indietro nel cammino verso l’economia circolare. Basta con i grandi impianti, basta con una visione industriale della gestione dei rifiuti urbani", ha dichirato in una nota il capogruppo di La Puglia Domani.

“Le discariche sono il regalo di Natale inquinante di anni persi e concessi agli impianti di recupero energetico senza camino e all’ideologia decrescitista fatta da totem, tabù, antiscienza e antitecnologia. Ho votato a favore del Piano perché non c’è alternativa immediata alle discariche, che sono migliaia di volte più inquinanti di un impianto di recupero energetico, per cui preferiamo il paradosso che i nostri bimbi vivano tra le discariche e non nella pulizia e nell’ambiente salubre come i bimbi di Copenaghen, Oslo, Emilia Romagna. Ma perché i nostri bimbi hanno un minore diritto alla vita salubre rispetto agli altri bimbi europei?”. Sono queste invece le parole del presidente della Commissione Bilancio e programmazione Fabiano Amati, che è intervenuto nel dibattito sul Piano dei rifiuti. “Il giusto movimento di protesta contro le discariche diventa giustificazione per le stesse discariche se non accompagnato dall’indicazione alternativa degli impianti di recupero energetico, compresi quelli nuovi di ossi-combustione senza camino. In Puglia sono stimate a regime 200mila tonnellate di indifferenziata dopo il trattamento meccanico biologico, depurato da residui biologici, che hanno come destinazione un’alternativa secca: discarica oppure impianti di recupero energetico".

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