Dimezzamento degli uffici giudiziari: l'allarme dei sindacati e lo sciopero

Le vacanze degli organici non saranno colmate dalle assunzioni previste. Restano da sciogliere il nodo dei pensionamenti e il blocco delle progressioni economiche

In foto: il sit-in davanti al Palazzo di giustizia

LECCE - L'adesione allo sciopero dei lavoratori del comparto giustizia, indetta da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, ha dato ottimi risultati. Basti pensare che nel tribunale di sorveglianza di Lecce si sono fermate 19 persone, pari a oltre il 50 percento del totale, ed hanno lavorato in 6.

I dipendenti degli uffici giudiziari, come annunciato, hanno incrociato le braccia per 4 ore, dalle 9 alle 11, organizzando un sit-in di protesta davanti al Palazzo di Giustizia di viale De Pietro.

Il motivo è allarmante, a dir poco. Stando alle stime delle organizzazioni sindacalisti, gli uffici potrebbero trovarsi sguarniti di lavoratori, fino a dimezzarsi nel giro di un anno o due. La situazione del capoluogo è allineata alla media nazionale: si contano infatti, in tutto il Paese, vacanze nelle piante organiche pari a 9mila unità.

L'emorragia di lavoratori tenderà ad aggravarsi sempre di più per effetto dei pensionamenti: “Non sono stati banditi concorsi pubblici per il reclutamento e, anche se si dovessero concretizzare le 8mila nuove assunzioni dichiarate dal governo, comunque non basterebbero a colmare le lacune – spiega Giovanni Cagnazzo della Fp Cgil -. Nel prossimo triennio si prevedono 10 unità in uscita: come faremo? Che servizio riusciremo a garantire agli utenti? I tempi della giustizia si allungheranno ancora di più”.

Per tamponare l'emergenza, i sindacati hanno chiesto all'esecutivo lo sblocco immediato del turn-over. E il rispetto degli accordi presi nel 2017, da cui è derivato un apposito decreto ministeriale, che prevedevano le progressioni economiche per tutti i dipendenti, la mobilità del personale e la riqualificazione di tutte le aree.

"La scelta di questa data non è casuale perché coincide con la scadenza del ministero per il rispetto degli accordi del 2017 - denuncia Luciano Tondo di Uil Pa -. Lo sciopero ha ottenuto un'ampia adesione; vedremo ciò che succederà nei prossimi giorni ma non ci fermeremo qui".

“Il governo è inadempiente rispetto al decreto che pure ha previsto fondi sufficienti per le progressioni di carriera – aggiunge Cagnazzo della Cgil -. Intanto, oltre a segnalare gli inevitabili disagi per i cittadini, rivendichiamo la dignità di tutti i lavoratori del comparto che si trovano schiacciati tra due forze: quella del potere esecutivo che legifera e quella del potere giudiziario che rivendica la propria autonomia decisionale”.

"Il settore giustizia già al collasso - denuncia Gianni Farchi, segretario territoriale Fp Cisl Lecce – si aggraverà con ulteriori uscite dei lavoratori grazie a Quota 100. Il personale in servizio è anziano, demotivato e pagato meno di tutti gli altri lavoratori pubblici. La mobilitazione odierna è servita a reclamare il pagamento delle progressioni, bloccate inspiegabilmente e la piena attuazione della legge 21 quater con relativo scorrimento delle graduatorie”.

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