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Alfredo Cacciapaglia (Foto da Facebook)

Alfredo Cacciapaglia (Foto da Facebook)

Aro 9, il sindaco di Parabita rassegna le dimissioni: “Lascio l’incarico di presidente”

Alfredo Cacciapaglia, primo cittadino del comune del basso Salento, ha abbandonato il vertice dell’Ambito di raccolta ottimale che include diversi paesi del Tacco. All’origine della scelta, la revoca decisa dalla maggioranza di un bando di gara che, a suo dire, avrebbe consentito di dotare il territorio di servizi più moderni

PARABITA  -“Alla luce delle note ultime vicende che hanno interessato l’Aro 9 Lecce, relativamente alla procedura di gara per l’individuazione del nuovo gestore unico per la raccolta, spazzamento e trasporto dei rifiuti, preso atto della volontà di alcuni comuni dell’Ambito di revocare il bando di gara, che consentirebbe, invece, finalmente, di dotare il territorio di un servizio di raccolta efficiente e moderno, con la presente rassegno le mie dimissioni dalla carica di presidente”.

Con questa nota il sindaco di Parabita, Alfredo Cacciapaglia, ha abbandonato l’incarico al vertice dell’Ambito di raccolta ottimale nel basso Salento, ringraziando i primi cittadini di  Specchia, Miggiano e Montesano Salentino per il sostegno che gli hanno offerto.  “Gli obiettivi che l’Aro 9 Lecce aveva davanti a sè all’atto della sua costituzione, nel mese di giugno 2013, sono stati raggiunti senza che mai, fra i pochi Aro in Puglia, sia stato necessario l’esercizio del potere sostitutivo della Regione, tanto da far ritenere il nostro ambito fra i più virtuosi nel panorama regionale”, ha proseguito il sindaco Cacciapaglia.

“E’ stato costituito  - continua- l’ufficio comune di Aro, sono stati approvati fondamentali regolamenti per la gestione dei rifiuti, è stata svolta attività di sensibilizzazione ambientale nel territorio, è stato sottoscritto un importante protocollo d’intesa con il Conai che ci ha supportati, gratuitamente, nella predisposizione del Piano d’ambito, strumento propedeutico per l’avvio della procedura di evidenza pubblica. Il Piano d’ambito, approvato nel marzo scorso, e la gara che ne è conseguita, oggi vengono messi in discussione dai sindaci dei Comuni di Casarano, Matino e Ruffano che rappresentano la maggioranza in termini di quote seppure minoranza come numero di comuni. Il lavoro di due anni rischia di andare perduto per motivazioni che ritengo irragionevoli ed inammissibili e a questo scempio non voglio legare il mio nome. Ciò perché i danni che subiranno i cittadini sia sotto l’aspetto economico che sotto quello ambientale saranno pesantissimi”, ha concluso.

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