Presunte anomalie nella procedura di assegnazione dei lavori. A Sannicola si dimette l’assessore

Maria Greco, esponente presso l’ente del comune dell’hinterland gallipolino con delega ai Lavori pubblici, ha rassegnato le dimissioni nel corso del pomeriggio. All’origine della decisione, presunte irregolarità durante l’assegnazione di alcuni interventi nel paese, già evidenziati dai consiglieri di minoranza e alla luce di una sentenza emessa dal Consiglio di Stato

Il municipio di Sannicola

SANNICOLA – Si dimette l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sannicola. Lo ha reso noto nel corso del pomeriggio Maria Greco: l’esponente, in carica dalla scorsa tornata elettorale, quella del 2013, ha ritenuto che la procedura per l’assegnazione dei lavori per il potenziamento delle condotte delle acque reflue presenti alcune anomalie. Presunte irregolarità sulle quali, peraltro, si sono già espressi i quattro consiglieri d’opposizione del municipio sannicolese: questi ultimi hanno puntato i riflettori sulla vicenda anche durante l’ultimo consiglio comunale, che si è svolto un paio di settimane addietro. In quell'occasione, gli esponenti  di minoranza hanno anche valutato l'eventualità di adire le vie legali per fare luce sull'iter seguito dall'ente nell'assegnazione degli interventi. 

Greco avrebbe abbandonato l’incarico anche sulla scorta della sentenza emessa dal Consiglio di Stato: la decisione del giudice assegna i lavori alla ditta “Arcobaleno”,  esclusa in un primo momento, avendo giudicato anomala l’offerta. All’assessore dimissionaria  l'amministrazione comunale non avrebbe comunicato la volontà di procedere alla consegna dei lavori alla “Le.Ga.srl”. La consigliera con delega ai Lavori pubblici non sarebbe stata dunque informata e neppure interpellata.

“Preso atto di un agire amministrativo privo di condivisione confermato per l'ennesima volta, e nella piena convinzione che il rispetto dei cittadini imponga legalità e trasparenza in tutte le procedure non potrò esimermi dal rassegnare le deleghe assessorili nelle mani del primo cittadino (Cosimo Piccione, ndr) convocando un consiglio comunale”, ha fatto sapere in una nota. “La straordinaria portata dell'opera - in termini di sicurezza pubblica e interessi collettivi coinvolti- merita un attento riesame unicamente teso a tutelare l'intera cittadinanza dai nefasti effetti che potrebbero derivare dalle molteplici procedure giudiziarie pendenti”, ha concluso.

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