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Martedì, 21 Maggio 2024
Politica

Dimissioni da Alba Service. Gabellone invita D’Autilia ad un ripensamento

"Abbandonare la società in questo momento di profonda crisi non sarebbe giusto per i lavoratori e le famiglie che sperano in una soluzione positiva della vicenda": così il presidente della Provincia ha chiesto all'ex amministratore di rivedere la sua decisione

LECCE – Damiano D’Autilia, appena ieri, ha rinunciato alla carica di amministratore unico di Alba service, società che fa capo alla Provincia di Lecce e che, al pari delle altre aziende partecipate, è stata duramente colpita dall’esiguità di risorse che l’ente può destinare allo scopo.

Gli ultimi mesi si sono rilevati particolarmente critici, dal punto di vista finanziario, al punto che la mancata copertura economica ha messo a rischio sia i servizi forniti (tra cui la manutenzione delle scuole, del verde e del manto stradale) sia gli emolumenti dei 130 dipendenti che hanno già subito i disagi legati al ritardo dei pagamenti ed ora vanno incontro ad un concreto rischio di licenziamento.

L’amministratore di Alba Service ha scelto di appendere le scarpe al chiodo, rassegnando le proprie dimissioni per mezzo di una lettera inviata al numero uno di Palazzo dei Celestini, Antonio Gabellone, con la quale spiegava le motivazioni che sono alla base della scelta: dalla sensazione di solitudine che ha accompagnato le battute finali del suo mandato, fino alla mancanza di azioni concrete che potessero evitare il peggio, senza tralasciare le tensioni e le presunte ostilità nate in senso all’ente.

Dalla Provincia, Gabellone ha voluto replicare usando toni pacati: “Pur comprendendo lo stato d’animo ed il tormento interiore che sicuramente avranno accompagnato tale gesto,  mi sento di doverti invitare ad effettuare una nuova ed attenta valutazione delle motivazioni che hanno determinato la decisione”.

“Il momento è difficile e delicato – ammette il presidente –. Le Province attraverso una serie di discutibili interventi legislativi, sono state svuotate di funzioni e, soprattutto, delle risorse finanziarie necessarie per garantire un livello ottimale dei servizi offerti. Inoltre, la drastica riduzione delle risorse, rischia di compromettere seriamente il futuro della società e degli stessi lavoratori”.

Proprio la delicatezza del periodo richiederebbe un tuo ripensamento – aggiunge – perché è evidente che solo chi ha amministrato la società nell’ultimo periodo e ben conosce la realtà interna è in grado di fornire il necessario contributo per una gestione ottimale dell’intera vicenda”.

“Nell’esprime la mia personale stima e fiducia incondizionata per il lavoro che con competenza e dedizione svolgi, ti invito pertanto a rivedere la tua decisione – conclude Gabellone - . Abbandonare la società al suo destino in questo momento non sarebbe giusto, soprattutto nei confronti dei lavoratori e delle rispettive famiglie che auspicano una soluzione positiva della vicenda”.

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