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Dipendenti Monteco sul piede di guerra: "Troppi nodi da sciogliere"

Proclamato lo stato d'agitazione per il personale dipendente. I segretari reclamano una verifica complessiva della gestione di tutti i servizi d’igiene ambientale

LECCE – Avevano già dichiarato lo stato d’agitazione nel mese di maggio, ma ora i sindacati sono tornati all’attacco: il problemi relativi all’organizzazione del lavoro nella ditta Monteco srl, che si occupa della raccolta e gestione dei rifiuti urbani a Lecce, non si sarebbero affatto risolti. Anzi.

I segretari di Fp Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Fiadel ed Ugl li elencano puntigliosamente in una lunga missiva spedita all’indirizzo del sindaco, Carlo Salvemini, dell’assessore all’Ambiente, Carlo Mignone, del dirigente del settore, Fernando Bonocuore e dei dirigenti aziendali.

Tanto per cominciare, ricordano le organizzazioni sindacali, le prime proteste dei lavoratori erano iniziate nel mese di maggio ma la vertenza non ha avuto un seguito per via delle procedure di votazione e insediamento del nuovo sindaco e della giunta del Consiglio comunale. Durante i mesi successivi, in particolare a luglio ed in agosto, la legge 146 del 1990 blocca ogni forma di lotta sindacale. Ed anche questo stop normativo è stato rispettato.

Ma i nodi da sciogliere sono rimasti tutti al loro posto: “Dal marzo 2015 la gestione della ditta Monteco ha avuto da parte nostra e dei lavoratori una valutazione molto negativa rispetto alle mancate relazioni industriali, ai licenziamenti dei lavoratori, alle mancate risposte ed agli impegni assunti e mai rispettati”, puntualizzano i segretari territoriali.

“Denunciamo, ancora una volta, la mancata fornitura dell’elenco nominativo del personale, la composizione del parco mezzi in uso per i vari servizi, la situazione dei versamenti per ogni singolo addetto al Fondo complementare, il documento nominativo della distribuzione del vestiario uniforme”, si legge nella lettera.

Ma non finisce qui perché i sindacati segnalano anche problemi di tipo organizzativo ed in particolare un presunto “aggravamento dei carichi di lavoro, la violazione degli obblighi contrattuali e la mancanza di informativa sindacale a seguito del raddoppio delle aree di spazzamento e della modifica dell’organizzazione dei servizi della raccolta differenziata”. La denunciata “disorganizzazione” causerebbe ai dipendenti continui provvedimenti disciplinari.

Un capitolo a parte è rappresentato dalla condizione dei mezzi e delle attrezzature di servizio che si fermerebbero “improvvisamente tutti i giorni”. Per questo i sindacai chiedono “una severa inchiesta per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei mezzi che non hanno una piena efficienza e causano disagi agli addetti, scatenando contestazioni da parte dell’utenza”.

“Lo stesso cantiere dovrebbe essere oggetto di manutenzione e ristrutturazione – si legge ancora - perché è insufficiente per tutte le operazioni di stoccaggio dei materiali, di ricovero dei mezzi e attrezzature, del personale operativo e degli uffici”. Mancherebbero anche i parcheggi: “Risultano insufficienti anche gli spazi destinati alle auto dei dipendenti, nei pressi del cantiere di San Nicola e i lavoratori lamentano multe quotidiane a loro carico, anche ingiustificate”.

Infine la ditta Monteco si sottrarrebbe all’obbligo contrattuale di riportare in busta paga le informazioni relative al calendario delle presenze giornaliere ed il numeratore delle ferie e dei permessi arretrati, maturati e usufruiti.

Per queste ragioni Fp Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Fiadel Ugl hanno deciso di riconfermare lo stato d’agitazione di tutto il personale. I segretari chiedono inoltre un incontro urgente con i vertici del Comune e con i dirigenti della ditta per una verifica complessiva della gestione di tutti i servizi d’igiene ambientale previsti nel contratto d’appalto.

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