Pd, il bilancio delle elezioni. Piconese: “Aperta nuova fase politica e culturale”

Nel corso della Direzione provinciale il segretario ha aperto i lavori con la sua relazione. Riconosciuto da tutti il valore aggiunto rappresentato da Matteo Renzi. Ma non si sottovaluta il campanello d'allarme di Copertino

Il segretario provinciale, al centro, ascolta l'intervento di Umberto Uccella.

LECCE – Di nuovo connessi con il territorio. E’ questo uno dei giudizi salienti espressi dal segretario provinciale del Partito democratico, Salvatore Piconese, nel corso della direzione provinciale. Sul tavolo dell'assise l’esito della tornata elettorale del 25 maggio, con le elezioni europee e le amministrative che hanno segnato il trionfo, su scala nazionale ma con logici riverberi anche a livello locale, del partito guidato da Matteo Renzi. Un appuntamento atteso in casa democratica, quello di oggi pomeriggio in via Tasso, in vista del quale non erano mancate le polemiche. Tanto che un'iniziativa di confronto sul voto, organizzata ai parlamentari Teresa Ballanova e Salvatore Piconese la scorsa settimana, non era andata del tutto giù al segretario.

Piconese ha aperto la sua relazione sottolineando il valore aggiunto rappresentato dall'ex sindaco di Firenze capace di dare al Pd, finalmente, una dimensione nazionale e allo stesso tempo di governo. il segretario provinciale ha poi snocciolato i dati su base provinciale:  “Attraverso queste considerazioni deve essere filtrata la lettura del dato politico nel Salento. A Lecce il Pd ottiene, alle elezioni europee, la percentuale più alta tra le province pugliesi: il 35,62 per cento (la media regionale è del 33,58 per cento) per un totale di 117008 voti, con punte in alcuni comuni di oltre il 50 per cento, che superano abbondantemente la media nazionale del 40,8 per cento”. 

Numeri che per Piconese, danno la dimensione del salto in avanti: “Complessivamente il Pd prende ben 21000 voti in più rispetto al 2009 e ben 31000 in più rispetto al 2013. E sempre a Lecce, alle amministrative 2014, il Pd diventa forza di governo locale in 16 dei 29 comuni chiamati al voto. Questo  risultato assume una valenza politica fondamentale se si considera che il Partito democratico governava, fino a qualche settimana fa, soltanto in 9 città. E questo dato diventa ancor più rilevante se si considera il numero dei cittadini ‘amministrati’ dal nostro partito: si passa da 35850 a 65555. Ovvero quasi il doppio. Inoltre, va ricordato che il Pd è giunto al ballottaggio (e poi sconfitto) nella città di Copertino, con il candidato sindaco Anna Inguscio, in un comune che in precedenza non amministravamo. Per tutto questo, è opportuno affermare che in Provincia di Lecce il Pd è tornato a vincere e il centrosinistra è divenuta un’ autorevole forza di governo delle città”.

Il segretario, infine, rivendica il nuovo passo impresso al partito anche su scala provinciale: “Ciò dimostra la volontà della nuova segreteria provinciale di instaurare un nuovo rapporto col territorio, con le singole realtà locali e con i vari circoli, costruendo così un’organizzazione solida e efficace che ha visto la presenza costante del gruppo dirigente provinciale in tutti i comuni chiamati al voto.  In poche parole abbiamo avviato una ‘riconnessione’ tra il Pd e il territorio. Cosa che mancava da tempo. Il Pd e il centrosinistra salentino rivivono, in questi giorni, i momenti più esaltanti del periodo dei successi dell’Ulivo.  Vale a dire di una stagione lunga circa un decennio (1995-2004) nella quale lo schieramento democratico e riformista del Salento governava la Provincia, la stragrande maggioranza dei comuni e con un’inaspettata vittoria portava Salvemini alla guida del Comune di Lecce. Credo che questa tornata elettorale abbia aperto una nuova fase politica e culturale, con una nuova classe dirigente capace e competente, che saprà anche cogliere il vento del cambiamento”.

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Nel corso del dibattito successivo all’intervento del segretario, scandito da diversi interventi, non sono mancati i richiami ai campanelli d’allarme: come quello suonato a Copertino dove la candidata del Pd – sostenuta da una coalizione con Udc e Ncd - è stata sconfitta al ballottaggio dall’esponente delle forze civiche e politiche progressiste.

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