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Disagi con i rifiuti a San Cataldo, l'affondo: "Il servizio è da rivedere"

"Problemi, le campane sono poche": denuncia il coordinatore di Sentire Civico. Messuti propone di modificare il regolamento

In foto: i cassonetti per i rifiuti a San Cataldo.

LECCE – I residenti di San Cataldo lamentano problemi nel conferimento dei rifiuti. A renderlo noto è Giancarlo Capoccia, coordinatore provinciale di Sentire civico, che parla di uno stato “di terrore ecologico” in cui, a suo dire, vivrebbero i cittadini del Villaggio Adriatico.

Il motivo? “Dopo l'incendio che ha danneggiato l'isola ecologica qualche mese addietro, oggi mancherebbero alcune campane necessarie per la raccolta. I disagi maggiori si registrano nel conferimento del vetro, in quanto l'unico cassonetto disponibile non riesce a contenere tutto il reso, specie durante il periodo estivo – puntualizza lui -. Le due isole ecologiche presenti dovrebbero gestire il flusso di rifiuti di tutto il villaggio, ma questo è impossibile a causa dell'alta densità della popolazione”.

I disagi dei residenti non sarebbero affrontati adeguatamente dagli amministratori “che sembrano avere come unica priorità quella di multare, anziché affrontare i bisogni dei cittadini”, aggiunge.

“I questi giorni i cittadini stanno ricevendo una raffica di multe e ad essere vessati sono i più anziani che, per ovvi motivi, non possono rispettare gli orari del conferimento, così come avviene in città. Suggeriamo al sindaco di rivedere gli orari contenuti nel regolamento adattandoli alle zone periferiche, quindi alle marine, ed alle esigenze delle persone più anziane che non dovrebbero allontanarsi da sole a piedi, specie a tarda ora”, spiega Capoccia.

“Ci chiediamo cosa intendesse precisamente il sindaco Carlo Salvemini quando millantava un cambiamento, visto che ad oggi tutto ciò che è evidente è un totale distacco amministrativo dalle problematiche reali dei cittadini”, conclude.

A dargli manforte è intervenuto anche Gaetano Messuti di Forza Italia e già vicesindaco, che voluto alzare l’asticella della polemica, chiamando in causa direttamente la Regione Puglia.

Messuti ha rivendicato interventi ad hoc per le marine leccesi che dovrebbero essere considerate veri e propri quartieri satelliti della città: “Sono sempre più numerose le giovani coppie che decidono di vivere a San Cataldo e non solo: l'amministrazione dovrebbe però tener conto dei ritmi e delle esigenze diverse rispetto al centro urbano”.

Alla luce di questo, Messuti suggerisce che venga stilato un vero e proprio regolamento regionale che permetta ai Comuni di legiferare sul tema, “inserendo parametri più attinenti alle esigenze dei luoghi e dei residenti stessi”.

“Invito l’assessore regionale Gianni Stea a prendere a cuore il problema e a rendersi disponibile ad un incontro per farsi carico dei disagi che attanagliano i residenti – ha concluso-. Multare e sanzionare senza trovare soluzioni non è emblema di buona politica”.

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