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"Disavanzo di 8 milioni? Quello reale è più pesante"

Il vice presidente del Consiglio comunale, Torricelli, pone dei rilievi all'ultimo rendiconto di Palazzo Carafa. Tra debiti non riconosciuti e fatture non pagate, il saldo sarebbe quasi insostenibile

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LECCE - Tradizionalmente abituato a spulciare le carte alla ricerca dei numeri e a rifuggire le semplificazioni a uso e consumo dei giornalisti, anche a costo di "estenuanti" tecnicismo, il vice presindente del Consiglio comunale, Antonio Torricelli, interviene sul rendiconto 2010 di Palazzo Carafa (in allegato il Pdf integrale). La lettura del consigliere del Partito democratico rovescia la chiave di lettura del sindaco Paolo Perrone e dell'assessore al Bilancio, Attilio Monosi, i quali avevano recentemente messo in risalto il saldo positivo, di 3 milioni di euro, delle competenze come segno tangibile di un'azione di risanamento che l'attuale amministrazione rivendica di aver avviato.

Per Torricelli la prospettiva cambia già guardando al disavanzo di amministrazione, di 8 milioni, e addirittura diventa assai fosca portando alla luce alcuni elementi che lo inducono a parlare di una "manovra in difetto, frutto di abili giochi di prestigio da una parte e di colpi di fortuna alla roulette del compromesso politico dall'altra", con riferimento alle ingenti risorse liberate dalla Regione Puglia in virtù - sostiene una parte del centrosinistra - di un accordo tra Fitto e Vendola concluso materialmente da Perrone e da Loredana Capone.

Il presidente vicario, che rimanda al mittente l'accusa preventiva di "tifoso del dissesto" sbandierata dalla maggioranza davanti ai rilievi delle opposizioni sui conti del Comune di Lecce, sottolinea come anche il parere positivo dei revisori dei conti - votato a maggioranza - sia sub sudice per la mancata disponibilità di parte della documentazione richiesta agli uffici sia indicativo di un quadro effettivo diverso da quello apparente. Che emergerebbe in tutto il suo quasi insostenibile peso se solo si tenessero di conto alcune "poste dimenticate" tra cui 17 milioni di euro di debiti fuori bilancio riconosciuti nel 2010 non impegnati nell'esercizio finanziario di competenza e poi al 90 per cento ripetuti nel bilancio di previsione 2011.

Uno spazio rilevante, dice Torricelli, lo hanno anche le "fatture non corrisposte alla Sirti per circa 3 milioni di euro, parte della quota di compartecipazione a carico del Comune per la filovia di 7 milioni e 300 mila euro, con il relativo impegno di spesa vincolato letteralmente sparito; la mancata restituzione alla Soget di oltre 4 milioni sull'anticipazione di 9 milioni, debito maturato al 31 dicembre del 2010, ma di cui nel rendiconto non c'è nessuna traccia, salvo scoprire, solo nel 2011, che la giunta ne chiede unilateralmente la rateizzazione negli anni a venire".

Poi c'è anche tutto il capitolo dell'evasione tributaria (tassa sulla casa e sui rifiuti) che sarebbe valso per il 2010 la modica cifra di 40 mila euro riscossi a fronte dei 10 milioni e 700 mila previsti e dei 5 milioni accertati. Numeri che, spalmati sul quadriennio 2007 - 2010, significano 8 milioni incassati su 52 accertati e sui 15 e mezzo già intimati ai cittadini morosi. Queste alcune delle criticità rilevate dal consigliere di minoranza che ha annunciato di voler approfondire tutta la questione nella commissione Bilancio di Palazzo Carafa.

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