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Povertà in aumento: 500 pasti al giorno, servono migliaia di farmaci

In Italia cresce il fabbisogno di alimenti e medicine, nel Salento dati molto allarmanti. In Senato si discute un disegno di legge contro lo spreco

LECCE – In media 500 pasti al giorno nelle dieci mense cittadine della Caritas, circa 5mila le persone sostenute dai due empori della solidarietà negli ambiti territoriali di Lecce e Campi Salentina: sono di pensionati, lavoratori con reddito insufficiente, disoccupati i volti e le storie che tracciano un quadro di povertà ed emarginazione crescenti.

Il focus sul capoluogo e più in generale sulla provincia è contenuto in un dossier di cui si è discusso oggi a Lecce, con riferimento ad una iniziativa parlamentare per un disegno di legge sullo spreco alimentare e dei farmaci. All’incontro, promosso dal Centro Servizi Volontariato Salento e coordinato da Luigi Russo, sono intervenuti i deputati del Partito Democratico Maria Chiara Gadda (relatrice del testo in discussione ora al Senato), Salvatore Capone e Teresa Bellanova, viceministro allo Sviluppo Economico.

I dati locali si inseriscono nel contesto nazionale dove, secondo l’ultimo rapporto Istat, più di 4,5 e mezzo di persone - soprattutto, donne, giovani e bambini - vivono in condizione di povertà assoluta, con picchi nel Mezzogiorno. Aumentato sensibilmente anche il numero di coloro, oltre 8 milioni nel 2015, che vivono in condizioni di povertà relativa.

Anche sul versante dell’accesso ai farmaci la situazione non è confortante: in provincia di Lecce a fronte di un fabbisogno, nel 2013, di 14mila 145 medicine ne sono state raccolte 3mila 795. La crescita percentuale di entrambe le cifre rispetto al 2006 (più 42,95 per cento e più 53,71 per cento) spiega le maggiori difficoltà nell’avere accesso alle cure, ma anche un aumento della solidarietà dei cittadini che però non basta a colmare la forbice.

I numeri dello spreco.

La mancanza di cibo e medicine è anche una questione di spreco e non solo di reddito e dunque molto può essere fatto con una gestione più oculata delle risorse e dei prodotti. Secondo le stime dell’Osservatorio Waste Watcher ogni anno in Italia 5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari finiscono nella spazzatura, pari a circa 8 miliardi di euro. È come se ogni famiglia buttasse via ogni settimana 630 grammi di cibo per una spesa di 6,5 euro.

L’Agenzia Italiana del Farmaco attesta che gli italiani consumano in media due farmaci a testa al giorno, con una spesa complessiva che nel 2015 è stata pari a 28,9 miliardi di euro, l’8,6 per cento in più rispetto al 2014. Ogni anno gettiamo nella spazzatura un chilo di medicinali: secondo l’Aifa il 40 per dei farmaci conservati dalle famiglie è scaduto e dunque inservibile. Vanno al macero soprattutto antibiotici, analgesici, sciroppi, farmaci per l’ipertensione e lo scompenso cardiaco, gli antiaggreganti e gli anticoagulanti, con un danno economico di 2 miliardi l’anno per lo Stato e, in media, di 400 euro a famiglia.

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