Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

Beni e servizi nelle scuole salentine. La Provincia si appella ai partner privati

Le aziende del tacco potranno offrire a titolo gratuito arredamento o manutenzione agli edifici scolastici, in cambio di una targa pubblicitaria da esibire per un anno. Si tratta di un'iniziativa ideata da Palazzo dei Celestini, per sopperire alla mancanza di fondi

Un momento della presentazione

LECCE – Che la solidarietà faccia “scuola”. Questo il messaggio in sintesi lanciato dalla Provincia di Lecce, per sopperire alla mancanza di fondi della crisi che morde. Il problema non risiede nella manutenzione degli edifici scolastici, quanto nel rintracciare le risorse per il materiale utile agli interventi.

Ne è nato un bando, ideato da Palazzo dei Celestini, e illustrato questa mattina alla presenza del principale inquilino, Antonio Gabellone, per promuovere una sorta di “adozione” degli istituti da parte di aziende private. Se la manodopera è messa a disposizione attraverso i dipendenti di Alba Service, la società partecipata dell’ente provinciale, resta infatti la questione di come dotarsi di vernici, attrezzature sportive o dello stesso arredamento scolastico come banchi, sedie o, semplicemente, penne. Da qui l’appello alle aziende private, affinché diano una mano al Salento.

Sulla scorta del senso pratico già dimostrato da alcuni dirigenti scolastici, docenti o dagli stessi genitori che, armati pennello e pazienza, hanno ridipinto in autonomia alcune aule, anche una ditta salentina ha già bussato alle porte di Palazzo dei Celestini, per offrire gratuitamente il proprio contributo. Da qui l’idea del bando. E’ il modello americano che comincia ad imporsi. Il privato che stringe la mano al pubblico.

L’avviso resterà aperto fino al 31 dicembre prossimo. Data entro la quale potranno essere inviate le offerte di sponsorizzazione, poi valutate da un’apposita commissione, in cambio di una visibilità per la ditta che, finanziando un intervento di manutenzione o un acquisto, potrà apporre una targa pubblicitaria per la durata di un anno, sia nel plesso scolastico “adottato”, sia in altri bandi o eventi in cui l’impresa voglia  far emergere i suoi precedenti “collaborativi” con l’ente. Tra le condizioni essenziali per aderire all’iniziativa, ovviamente, quella di non avere debiti pendenti con Via Umberto I, né essere sottoposti a procedure concorsuali.

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