Diventano 43 i comuni del leccese che vietano il 5G

Vincitorio di Vox Italia: “E’ un grande risultato che dimostra sindaci coraggiosi contro le lobby del 5G”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Anche il Comune di Martano è contrario al 5G. Ad oggi sono 43 le amministrazioni comunali in provincia di Lecce che si sono opposte alle sperimentazione del 5G. “Siamo particolarmente grati al sindaco di Martano, Fabio Tarantino – dichiara Giancarlo Vincitorio, esponente regionale di Vox Italia in Puglia – per aver dimostrato concretamente, mediante l’ordinanza emessa a sua firma, di privilegiare l’interesse di tutela sanitaria della popolazione vietando a chiunque la sperimentazione o installazione del 5G sul territorio comunale. Oggi è un grande atto di coraggio opporsi alle forti lobby delle grandi aziende tecnologiche. Il potere economico è tale da fare sembrare oscurantisti e retrogradi chiunque esprima un pensiero di dissenso nei confronti della dittatura del capitalismo tecnologico. Il sindaco di Martano è, assieme ad altri suoi 42 colleghi del Leccese, esempio di resilienza al dilagare del pensiero unico”.

Dopo il flashmob organizzato da Vox Italia a Lecce, domenica 21 giugno in piazza Sant’Oronzo, contro il 5G i cittadini dimostrano una maggiore attenzione a questo problema. Molto dissenso ha suscitato, ad esempio, la recente scoperta della costruzione di una nuova potente antenna in via Torre Mozza del capoluogo leccese. “Bene fanno quindi alcuni sindaci – afferma Vincitorio – ad interpretare e rappresentare, mediante giusti atti amministrativi, questa crescente consapevolezza dei cittadini di ogni rischio derivante dal 5G per la salute umana e l’ambiente”. Come noto, numerosi, attendibili e qualificati studi medico-scientifici nazionali ed internazionali attestano la potenziale nocività per la salute umana delle onde elettromagnetiche, emessi da tecnologie di comunicazione senza fili, con rischi per il sistema neurologico, immunitario, endocrinologici e persino genotossici-tumorali e un aumento di fenomeni di elettrosensibilità nella popolazione".

"Un documento pubblicato nel 2019 dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Commissione europea, affermando come il “5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche” ha evidenziato un chiaro segnale agli Stati membri, soprattutto all’Italia, sui pericoli sociosanitari derivabili dall’attivazione ubiquitaria del 5G (che rileva gravissime criticità, in parte sconosciute sui problemi di salute e sicurezza dati) confermando l’urgente necessità di un intervento normativo nei riguardi della diffusione di tale nuova tecnologia 5G. “Nonostante ciò – conclude Vincitorio – ci sono anche sindaci, come Carlo Salvemini a Lecce, che dimostrano arroganza nel voler imporre alla città il loro piano del 5G che nel capoluogo prevede l’installazione di potenti antenne e anche più di 350 hotspot con conseguente diffusione e rafforzamento dell’inquinamento elettromagnetico. E nel realizzare i loro intenti tacciono sulle richieste che da me fatte per conoscere la mappa delle 350 strade in cui saranno installati gli hotspot del 5G. Evidentemente il diritto all’informazione, il diritto all’accesso agli atti della pubblica amministrazione per taluni sono capitoli di una storia ancora da studiare.”

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