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Fuochi a Capodanno? La polemica tra Perrone e Capone fa il botto

La candidata del Pd alle primarie ha chiesto al sindaco l'adozione di un provvedimento, come avvenuto altrove, per vietare l'esplosione dei botti. Il primo cittadino: "Solito diversivo da campagna elettorale. La norma esiste già"

Perrone e Capone insieme, 11 giugno 2011

 

LECCE - Fassino a Torino, Emiliano a Bari. Ma anche numerosi altri sindaci di città e paesi in in tutta Italia hanno vietato con specifica ordinanza lo sparo dei fuochi d'artificio durante la notte di san Silvestro. "Perché neanche in questo il sindaco Perrone prende esempio dalle altre città d’arte italiane?". Lo chiede Loredana Capone, candidata alla primarie del centrosinistra. 
 
"E’ una battaglia per la civiltà - spiega la vicepresidente della Regione - che Lecce non può ignorare perché influisce direttamente sulla tranquillità dei cittadini: gli anziani e i bambini, in particolare, meritano di vivere l’ultimo dell’anno serenamente e lontano dai rischi. L’esigenza si avverte in particolare nei quartieri periferici della città dove famiglie intere vivono con disagio la notte di San Silvestro per il rischio di subire danni a causa delle deflagrazioni di vere e proprie piccole “bombe” e dei rumori che impediscono il sonno. Molti cittadini hanno paura anche per i loro animali domestici: secondo le associazioni animaliste i botti fanno morire di paura circa 5mila animali l’anno".  
 
"Il Codacons - prosegue la Capone - ha rilevato, inoltre, che l’uso dei fuochi pirotecnici provoca un pericoloso aumento delle polveri sottili che mette a serio rischio la salute di chi soffre di patologie respiratorie. Varare un’ordinanza antibotti per la notte di Capodanno significherebbe, infine, lanciare un segnale di vicinanza da parte dell’Amministrazione al lavoro delle forze dell’ordine che ogni anno sono impegnate in prima linea contro il traffico di fuochi pericolosi e in attività di sensibilizzazione sui rischi connessi all’uso improprio dei botti".   
 
La replica di Paolo Perrone: "Non si governa una città a botta di divieti".
 
“Premesso che non prendo decisioni per la mia città sol perché Emiliano si è regolato in un certo modo a Bari, e premesso che l’interesse per gli animali, come amministrazione comunale, lo abbiamo già dimostrato in ben più congrue occasioni - tutte rigorosamente documentabili a chi voglia non fermarsi alla superficie dello scontro elettorale, ma pretenda di scendere nella verità dei fatti -  ritengo poco proficuo amministrare una città a botta di divieti. E infatti non vieterò alcunché, confidando appunto nel buonsenso dei miei concittadini, perché in generale considero molto triste una società che si caratterizzi per i “non si può” “. 
 
“Seconda, e non ultima obiezione alla richiesta della Capone, mi sembra davvero assurdo chiedere di bandire qualcosa che è già bandito dalle norme vigenti, ovvero i botti che contengono polveri piriche in quantità eccessive e che disturbano la  quiete.  Forse la candidata alle primarie del Pd non lo sa, ma questo tipo di manufatti, più simili a veri e propri ordigni che a strumenti di divertimento, sono già vietati dalla legge, e dunque non serve alcuna ordinanza per impedirne ulteriormente commercio e diffusione”, conclude il sindaco Perrone. “E forse, a questo punto, Loredana Capone non si è mai neanche accorta dell’opera di prevenzione di questo commercio fatta puntualmente in città, in questi giorni, dagli uomini delle forze dell’ordine e dalla polizia municipale.  Mi sembra strano, per una che vuole candidarsi a sindaco di Lecce”. 
 
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