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I giovani del Pd provano a rialzare la testa: “Al congresso senza padrini”

In previsione della fase congressuale prevista entro la fine dell'anno, le nuove leve del Partito democratico si dicono determinati a sottrarsi al gioco delle logiche correntizie "che hanno determinato il fallimento del partito"

Al centro, il segretario Luciano Marrocco.

LECCE – I giovani del Partito democratico – con in testa il segretario, Luciano Marrocco, si preparano al congresso autunnale nella speranza di incidere in un processo di inversione di rotta sostanzialmente rimasto sulla carta. Sabato, in conferenza stampa, è stato presentato un documento programmatico, accompagnato dalla seguente nota che ne spiega il senso.

“Il Partito democratico è il luogo in cui, per anni, abbiamo vissuto il nostro impegno collettivo, nutrito dalla speranza di cambiamento, che ancora oggi avvertiamo impetuosa dentro di noi. Nonostante tutto, il Pd è il nostro luogo d’incontro. Lo è nonostante il fallimento di questi ultimi mesi. Dal risultato elettorale delle elezioni politiche, alle elezioni del presidente della Repubblica, dalla nascita del governo Letta, alle incomprensibili lotte intestine precongressuali: scelte e atteggiamenti che non ci convincono e che non convincono la stragrande maggioranza del popolo democratico”.

“Se a livello nazionale – prosegue la riflessione - la crisi identitaria del nostro partito ha raggiunto il suo apice, a livello provinciale la crisi del Pd è, oramai, un fattore cronico: continue sconfitte elettorali, indebitamento economico, assenza di iniziativa politica, correnti e gruppi personali protagonisti di contrapposizioni inutili e distruttive e, infine, il commissariamento. Noi non possiamo più aspettare. Ne va della nostra dignità politica e personale. Ne va della stessa sopravvivenza del Partito democratico salentino”.

Scarica il documento congressuale VOGLIAMO COSTRUIRE IL PD 

“Noi vogliamo parlare un linguaggio di verità, organizzando il disagio e rendendolo politica, speranza, passione e dignità. Il Partito democratico deve continuare ad essere uno strumento al servizio della società, stando nei luoghi dove vive il conflitto, facendo contare nelle scelte le persone che intende rappresentare. In questi anni, tale proposito è stato disatteso, dismettendo un patrimonio di tradizioni, fantasia e creatività”.

“Crediamo sia necessario – aggiungono i giovani democratici - che in questo congresso le idee e le visioni debbano occupare un ruolo da protagonisti nel dibattito interno. Bisogna riaprire le sezioni e lì dentro discutere sul ruolo che la nostra organizzazione vuole esercitare nelle nostre città, nelle aziende, nel territorio. Un obiettivo sicuramente più affascinante del gioco a Tetris fra pacchetti di tessere e postazioni di potere. Per recuperare le tradizioni e le buone pratiche, tenendole allacciate ad uno sguardo verso il futuro, c’è bisogno della freschezza di una nuova generazione, di chi ha conosciuto la parte più ostica della crisi: quella dei sogni interrotti, delle risposte impossibili”.

“Siamo figli di un mondo che ha provato a convincerci di dovercela fare da soli e a cui abbiamo risposto con l’impegno collettivo che muove una generazione verso un’altra, che chiama all’impegno tutti, che rinnova la passione per i diritti, i beni comuni, la conoscenza, il lavoro, la dignità. Per tutti questi motivi saremo in campo nel prossimo congresso provinciale e in tutti i congressi cittadini. Lo faremo senza sponsor né padrini, liberi dalle logiche correntizie che hanno determinato il fallimento del nostro partito”.

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