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Assemblea dei sindaci formalizza il suo no all'approdo del gasdotto Tap

A quasi venti giorni dall'ultima seduta dell'organo della Provincia di Lecce, limate le differenze tra le diverse posizioni

LECCE - Dopo quasi venti giorni dalla sedute dell'assemblea dei sindaci dedicata alla discussione sul gasdotto Tap-Snam, il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone ha inviato il documento unitario firmato dai 40 primi cittadini che vi hanno partecipato (o dai loro delegati). 

Nel frattempo sono state limate alcune differenze emerse nel corso del dibattito nel quale erano state riaffermate le tre "scuole di pensiero" sostanzialmente in campo: la contrarietà senza se e senza ma sintetizzata nello slogan “né qui né altrove”, propria di Melendugno, Vernole, Calimera, Martano; l’opposizione prioritaria all’approdo a San Foca scelto da Tap e al percorso, di competenza Snam, che ne scaturisce fino al punto di distribuzione a Mesagne, affermata dalla maggior parte dei comuni  tra cui quello capoluogo; la volontà, rappresentata da Trepuzzi, Andrano e qualche altro centro, di sedersi al tavolo presso il ministero dello Sviluppo Economico, considerando oramai inevitabile la realizzazione del gasdotto, per discutere con il governo i cosiddetti “investimenti aggiuntivi” in tema ambientale. La partecipazione di una delegazione composta dal presidente Gabellone e dai sindaci di Trepuzzi e Andrano a due di questi incontri ministeriali aveva scatenato forti polemiche.

In sintesi sono quattro i punti principali del documento: la contrarietà al gasdotto Tap-Snam nella previsione del suo approdo a Melendugno e di conseguenza al successivo percorso tra Malendugno, Vernole, Castri di Lecce, Lizzanello, Lecce e Surbo; la legittimità istituzionale da parte dei territori interessati ad opporsi per via giudiziaria al rilascio delle autorizzazioni; il riconoscimento di una sede di dialogo con il governo per determinare iniziative e investimenti legati alla tutela dell’ambiente e della salute (indipendentemente dall’evolvere della vicenda Tap); l’istituzione di un tavolo di lavoro tra tutti i comuni interessati per scambiare informazioni sulle procedure e sui giudizi in corso. Nell resoconto dell'assemblea si cita anche un'altra questione, intanto superata dai fatti: la revisione dell'ordinanza prefettizia che aveva istituito, il 13 novembre scorso, la zona rossa attorno all'area del cantiere.

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