Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

Don Ciotti cittadino onorario suona la carica: "Liberarsi da mafia e corruzione"

Oggi il conferimento e anche il ritorno dell'adesione del Comune "Avviso Pubblico". Il forte ricordo del sacrificio dei caduti

CALIMERA - “Per l’esempio di una vita ispirata ai fondamentali valori umani della solidarietà, dell’amore, dell’aiuto agli ultimi, dell'instancabile impegno nella lotta e il contrasto di ogni forma di illegalità”. E ancora: “Per il contributo al progresso della cultura della legalità, dei diritti civili, della giustizia sociale; per l'esemplare affezione ed interessamento nei confronti delle famiglie di tutte le vittime innocenti delle mafie e della nostra comunità”.

Con questa motivazione, l'amministrazione comunale di Calimera ha conferito questa mattina, presso l'aula consiliare, la cittadinanza onoraria a don Luigi Ciotti. E per il Consiglio comunale calimerese, si è trattato di un doppio impegno, poiché è anche tornato ad aderire ad “Avviso Pubblico”, associazione nazionale costituitasi nel 1996, che riunisce e rappresenta Regioni, Province e Comuni impegnati nel diffondere i valori della legalità e della democrazia. Calimera vi aveva già fatto parte dal 1998 fino al 2005. Un ritorno al passato, dunque, quello segnato dalla nuova amministrazione comunale.

“Don Luigi Ciotti ha dimostrato in questi anni un’autentica vicinanza e un profondo legame d’affetto nei confronti dell’intera comunità di Calimera, partecipando con la sua testimonianza, il suo sostegno e il suo sincero contributo al ricordo della strage di Capaci”, ha detto Francesca De Vito, sindaca di Calimera, ricordando l’evento di ieri. “Non è solo un riconoscimento quello che conferiamo, è un vero e proprio impegno a seguire le tracce della sua instancabile, appassionata e autentica opera di tutti questi anni”.

Con l'adesione ad “Avviso Pubblico”, poi, il Consiglio comunale ha anche approvato l'atto costitutivo, lo statuto e la carta d'intenti dell'associazione, un codice etico che indtende rappresentare uno strumento per cercare di agire concretamente sul versante della prevenzione in tema di corruzione e per promuovere la cultura della trasparenza e della legalità. “L'adesione ad Avviso Pubblico – spiega l'assessore al Welfare, Serenella Pascali - non è solo un atto dall'alto valore simbolico ma un impegno diretto e concreto nei confronti della cittadinanza per contrastare ogni forma d’illegalità: dal  clientelismo, ai conflitti di interesse, gli sprechi ed è un impegno a promuovere la trasparenza delle  scelte pubbliche, puntando sull'impegno civile condiviso e sull'elaborazione di politiche sociali ed economiche che garantiscano pari opportunità per tutte e tutti”.

La manifestazione rientra nella rassegna “Fatti umani”, una settimana dedicata ai temi della legalità, dei diritti civili, della democrazia. E anche il presidente regionale, Michele Emiliano, ha partecipato oggi alla cerimonia di conferimento della cittadinanza al fondatore di Libera.  “In questa giornata - ha detto Emiliano - Calimera ha saputo rappresentare un'intera regione con la sua scelta. Calimera esprime la gioia, la soddisfazione e l'orgoglio di scegliere don Ciotti come persona vicina e parte della sua comunità. Per molti di noi pugliesi é una guida. Ci sono tanti tipi di cittadinanze onorarie".

"Questa – ha aggiunto - corrisponde proprio a quello che sentiamo nel cuore e ha ragioni molto profonde”. Il riferimento è stato anche alla strage di Capaci. “La vita ci insegna che anche le cose più terribili e insopportabili portano dei frutti straordinari. Antonio Montinaro – ha proseguito Emiliano, riferendosi al calimerese che faceva parte della scorta del giudice Falcone - ha portato don Luigi a Calimera e lui qui ha portato l'antimafia sociale”.

Di fronte a un'aula consiliare gremita, ha poi preso parola il calimerese onorario. “Cari concittadini - ha esclamato don Ciotti - per me è una grande emozione condividere le vostre speranze. Il mio pensiero va a una donna che non c'è più e che ho conosciuto, Carmela, la mamma di Antonio Montinaro, nei suoi gesti ho conosciuto la dignità e la forza di questa terra, pur nel profondo dolore che portava dentro di sé per aver perso un figlio”. Don Luigi Ciotti ha quindi saluto tutta la famiglia Montinaro, “in particolare Tilde, che ha voluto con forza, anche tra mille difficoltà, fare in modo che suo fratello Antonio continuasse a vivere”.

E ancora “Tina, sua moglie, un'altra grande donna, che improvvisamente si è trovata con due bambini da crescere, ma sempre con grande dignità, coraggio e con quella capacità di testimoniare i valori profondi dell'amore condiviso con Antonio. È per me una grande gioia che sia proprio il loro figlio Giovanni a consegnarmi la cittadinanza onoraria di questa città”.

Nel suo discorso, il fondatore di Libera ha poi voluto salutare, in generale, “tutti i familiari delle vittime della violenza criminale e mafiosa”. E non è mancata la polemica, ricordando come “in Senato, al momento della discussione sulla giornata del 21 marzo sulla memoria e l'impegno, sia stata tolta la parola ‘innocenti': qualcuno me lo deve spiegare. Ho sentito quel dibattito e sono molto preoccupato di quanti giocano sulle parole, perché per noi resterà sempre la Giornata della memoria e dell'impegno delle vittime ‘innocenti’ della mafia. Questo è molto importante, perché – ha rimarcato - c'è anche la mafia delle parole”.

calimera5-2Ha poi continuato ricordando la figura “di una donna impegnata in politica, un assessore che lottava a Porto Selvaggio contro chi voleva il cemento: Renata Fonte”. E ha menzionato il fatto di essere “cittadino onorario anche di Casarano, che è stata una delle prime città dove Libera è venuta a vivere il 21 marzo. Lì – ha ricordato don Ciotti - abbiamo raccontato i volti diversi della criminalità che attraversavano il nostro Paese, ma anche riconosciuto il segno della bellezza di questa terra. Si va in quei luoghi soprattutto per far emergere le cose belle”.

Nel suo accorato discorso, don Luigi Ciotti ha chiesto, fra i tanti impegni, di attivarsi perché "dobbiamo liberare il Paese dalla corruzione". Un vero e proprio "imperativo etico ed economico, perché non permette di superare il problema della povertà nella cui soglia c'è il 28 per cento della popolazione italiana. Due milioni 800mila ragazzi non studiano e non lavorano: per noi – ha aggiunto - non sono numeri, sono volti di persone”.

Tra i vari interventi che si sono succeduti, anche quello del procuratore generale del distretto giudiziario di Lecce, Antonio Maruccia: "Quella di ieri è stata una giornata indimenticabile - ha detto - perché abbiamo ricordato Antonio Montinaro che rappresenta per la nostra comunità salentina un punto di riferimento, per il compito che dobbiamo svolgere e le cose che dobbiamo fare. Antonio Montinaro è un esempio di adempimento del dovere, con dignità e onore. L'istituzione che rappresento ha bisogno di esempi come questi, per realizzare l'antimafia nei fatti e la promozione della cultura nella società civile senza la quale l'attività dei magistrati non porterebbe ad alcun risultato. Per tutto questo ringrazio don Luigi Ciotti per il suo straordinario impegno”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Don Ciotti cittadino onorario suona la carica: "Liberarsi da mafia e corruzione"

LeccePrima è in caricamento