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"Donate sangue, è un momento critico": Salvemini si sottopone al prelievo

Il primo cittadino da il buon esempio al Fazzi. Intanto la Asl centralizza il servizio trasfusionale per superare le difficoltà legate al reperimento dei medici

LECCE – L’emergenza di sangue non va in vacanza. Anzi. Con i picchi dell’affluenza turistica, in un Salento sulla cresta dell’onda, aumentano i problemi dei Pronto soccorso e delle sale operatorie alle prese con operazioni chirurgiche, incidenti stradali e aumento degli accessi nei presidi sanitari.

Siamo nel cuore di un periodo “delicato” dal punto di vista medico: aumentano nettamente le richieste di trasfusione, i donatori aiutano ma c’è bisogno di un sostegno e di una collaborazione maggiore. E mentre il direttore sanitario del Vito Fazzi pianifica un calendario serale per le donazioni di sangue, così da mettere al riparo il voluminoso ospedale del capoluogo, il sindaco appena eletto, Carlo Salvemini, si è recato presso il Centro trasfusionale del nosocomio leccese per accertare lo stato degli approvvigionamenti derivanti dalle donazioni.

Salvemini ha voluto dare il buon esempio, sottoponendosi ad un prelievo al fine di spronare i cittadini ad unirsi alla rete dei donatori: “L’appello è sempre valido ma è necessario fare qualcosa di più perché siamo entrati in una fase particolare della stagione in cui aumenta il fabbisogno di sangue”.

La Asl di Lecce, nel frattempo, si è avviata sulla strada della centralizzazione del servizio trasfusionale, in linea con le disposizioni della Regione Puglia dettate dalla delibera 900 di giugno. Già da un paio di giorni infatti, su disposizione della direzione strategica, i medici degli ospedali di Gallipoli, Casarano, Copertino e Galatina, sono in servizio per 6 ore al giorno mentre i tecnici lavorano metà giornata. Le necessità delle ore pomeridiane, serali e notturne sono quindi demandate al “Vito Fazzi” di Lecce.

La riorganizzazione nasce da una carenza strutturale di medici, come confermato dal primario del reparto di Ematologia, Nicola Di Renzo: “Nei quattro ospedali interessati dall’accorpamento era rimasto un solo medico, quindi si è fatta di necessità virtù: non era nostra intenzione centralizzare il servizio su Lecce perché il capoluogo non dispone di risorse umane adeguate a farsi carico di tutto”.

La soluzione è quindi transitoria ed il servizio, per poter funzionare in maniera ottimale, dipende anche dall’attivazione della cosiddetta validazione a distanza che permetterà ai medici di certificare, per via telematica, gli esami effettuati nelle strutture periferiche. “In questo modo si libereranno risorse mediche, anche in ragione dei vincoli di orario dettati dalle nuove normative europee ed il numero di reperibilità possibili in un mese: eravamo tutti fuori range” aggiunge il primario che ha sollecitato le aziende esterne a rendere operativa la validazione entro la fine del mese.

La rimodulazione complessiva dovrebbe prevedere anche il potenziamento dell’ospedale Sacro Cuore di Gallipoli, alle prese con un’importante sovraccarico estivo, e la costruzione di un centro trasfusionale nel nosocomio di Copertino (anch’esso di I livello) che ne è attualmente sprovvisto. Negli altri presidi ospedalieri sono disponibili le frigo-emoteche per le urgenze.

“Sta anche partendo un concorso per assumere dei dottori di medicina trasfusionale – puntualizza Di Renzo -; abbiamo anche tentato di chiamare i medici dalla graduatoria attiva nella Asl di Bari ma nessuno ci ha risposto e ciò ha creato gravi difficoltà nella gestione del personale”.

La direzione strategica è all’opera per superare quest’impasse, con l’obiettivo di minimizzare i problemi per l’utenza ed al netto di qualche su e giù degli autisti incaricati del trasporto delle sacche e delle provette. “È giusto che il sangue venga trattato in un unico centro trasfusionale perché ciò migliora la qualità del prodotto – ha aggiunto in proposito la direttrice generale di via Miglietta, Silvana Melli – . Man mano che completeremo la realizzazione del Dea (considerata l'accelerazione, l'inaugurazione è prevista nel 2018,n.d.r), libereremo spazi per il trasferimento dei reparti e per l’ampliamento del centro trasfusionale del Fazzi”.

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