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Foto di gruppo per la giunta.

Foto di gruppo per la giunta.

Dopo l’anatra zoppa e le nuove elezioni, verso l'anno del "tagliando"

Raffica di domande per sindaco e assessori. “Ma i bilanci si fanno a fine mandato”, ha precisato Carlo Salvemini, da sette mesi di nuovo in sella dopo la vittoria elettorale al primo turno

LECCE – Il 2020 si preannuncia un anno particolare per la giunta comunale leccese, quello delle prime significative verifiche sugli obiettivi di un percorso ripreso dopo la gestione commissariale che ha traghettato la città a nuove elezioni.

Il mandato ricevuto da Carlo Salvemini dagli elettori è stato questa volta pieno, con la vittoria al primo turno che ha significato la volontà dei cittadini di avere una guida libera dai condizionamenti dell’anatra zoppa che avevano portato, dopo 18 mesi di cammino più o meno complicato, alla fine della prima esperienza amministrativa.

Questa legittimazione porta con sé, inevitabilmente, aspettative importanti rispetto all’attuazione dell’agenda del cambiamento, lo spartito che ha dettato i ritmi delle campagne elettorali tanto nella primavera del 2017 quanto nell’ultima. Così, dopo un anno e mezzo per forza di cose accidentato e altri sei mesi di assestamento dopo la formazione della seconda amministrazione Salvemini, il 2020 si deve immaginare come l’anno del “tagliando”, il primo senza partenze a handicap o ritardate dalle scadenza elettorali.

Questa mattina Salvemini, affiancato dalla sua giunta – assente per ragioni di salute Angela Valli, assessora all’Ambiente –, ha incontrato i cronisti per un confronto di fine anno, fatto di domande e risposte, senza tracce argomentative preordinate, né relazioni. Il primo cittadino ha ribadito quella che è una sua consolidata convinzione: “Gli obiettivi scaturiscono dai processi e non dagli eventi”, ha detto riferendosi alla scadenza quinquennale come termine per la verifica degli obiettivi di mandato illustrati in campagna elettorale.

Mobilità, centro storico, alloggi popolari, opere pubbliche, gestione dei contenitori culturali: le domande sono state le più disparate e, in gran parte, sono servite e completare un quadro che era stato già illustrato in singoli approcci durante i mesi precedenti, come nella nostra intervista dell'8 dicembre. Poi, naturalmente, sono emerse alcune novità e anticipazioni.

Per sfuggire al rischio di eccessive sintesi, è stato deciso di rendere conto della conferenza in più articoli.

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