Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Dopo la sconfitta, il Pd di Leverano prova a ripartire. Dalla democrazia

Per Antonio Nestola, il centrosinistra ha perso le amministrative per colpe della frammentazione: ora servirebbe un percorso nuovo, unitario, da rilanciare attraverso una maggiore partecipazione di tutti alla vita del partito

LEVERANO - L’esito delle ultime consultazioni elettorali, a Leverano, ha decretato una svolta cittadina nell’amministrazione, che ha portato alla vittoria dell’idea del cambiamento. E così il centrosinistra, che, da un decennio governava il Comune, ha dovuto cedere il passo ad uno schieramento di altro colore.

Per Antonio Nestola, segretario dimissionario del locale Pd, il voto ha decretato un “cambiamento non tanto di persone che potrebbe anche essere parte della soluzione”, ma la convinzione da parte dell’elettorato della necessità di una “netta inversione di marcia culturale” e un “invito ad orientarsi unicamente all’ascolto del territorio e ai processi decisionali democratici e collettivi”.

Per Nestola, i partiti sono stati riconosciuti come “spazi sacri di democrazia”: “Il dato politico certo – afferma - è che il centro-sinistra a Leverano è stato rimosso dal governo della città ma certamente, vista la percentuale di voto, non per meriti delle liste avverse, senza nulla togliere, ma per demeriti dello stesso centro-sinistra”, in quanto “frammentato”, “animato da vecchie e personali incomprensioni” e soprattutto “caratterizzato da pregiudizi e personalismi”.

Il voto è stato il risultato della storia che “ha caratterizzato gli ultimi anni (non solo gli ultimi 5) il centro-sinistra cittadino in cui tutti, chi più chi meno, sono testimoni e protagonisti di un fallimento e pertanto nessuno, penso, possa attribuirsi il diritto di ritenersi immune da tutto ciò che ha generato questa catastrofe o addirittura erigersi ai livelli di un giudice implacabile”.

Per Nestola, porre le basi per la ricostruzione di un’area unica di centro-sinistra è stato “il primo obiettivo del Partito Democratico cittadino condiviso e supportato dalle varie segreterie provinciali ed in parte ci siamo riusciti”: “I tentativi di ricostruzione – sottolinea -, eseguiti minuziosamente, purtroppo non hanno dato l’esito sperato”.

“Le ferite provocate da una serie di eventi politici – prosegue -, nel corso degli anni sono risultate letali. Tocca a noi ora riprendere il cammino iniziato con le forze politiche del centro-sinistra. Tocca a noi ora ripartire mettendo da parte tutto ciò che ha impedito la realizzazione di un progetto. Tocca a noi ora eliminare la facile saggezza di chi giudica a cose fatte e rialzarsi con forte senso di responsabilità, per riprendere il giusto cammino”.

Il Partito Democratico di Leverano, dunque, “riparte dal tesseramento” per ridare “forza” e “rinnovato entusiasmo” alla politica cittadina che “riconosce il centro-sinistra” quale “punto di arrivo e punto di partenza di tutta l’azione politica”: “Entusiasmo – spiega - che soltanto una nuova classe dirigente eletta democraticamente da tutti i tesserati può garantire. Linfa nuova assicurata da persone che hanno passione per la politica, quella vera, quella orientata soltanto e senza retorica, al bene comune”.

“Una visione – asserisce - di Partito Democratico, come lo definisce Sergio Blasi, coordinatore del Pd pugliese, ‘in cui le logiche del leaderismo siano accantonate per fare spazio ad una partecipazione allargata di partiti, del centro-sinistra, di intellettuali e di associazioni”. Ora è tempo di evitare il ripetersi di inutili e sterili polemiche, anche con la carta stampata, per non ribadire gli errori del passato. Fare leva a ciò che unisce e non a ciò che divide, consapevoli che a Leverano non ha perso il centro-Sinistra, non ha perso il Pd cittadino ma non ha vinto la politica. Ripartiamo dal tesseramento. Ripartiamo dalla democrazia”.

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