Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Doppi incarichi tra Comune e Provincia. L’Udc: “Tempo scaduto”

Il segretario cittadino del partito centrista, Carmelo Isola, confortato dal parere della commissione nazionale competente, ha di nuovo scritto al segretario generale di Palazzo Carafa, Vincenzo Specchia, per chiedere il rispetto della legge

Palazzo dei Celestini.

LECCE – Il segretario cittadino dell’Udc di Lecce, Carmelo Isola, rilancia la questione dei doppi incarichi e sollecita il segretario generale del Comune di Lecce, Vincenzo Specchia, che è anche il responsabile dell’ente in materia di anticorruzione, a pronunciarsi sulle cause di incompatibilità previste nel decreto legislativo numero 89 dell’8 aprile scorso.

A Palazzo Carafa sotto la lente di ingrandimento ci sono Damiano D’Autilia, capogruppo del Pdl e amministratore unico di Alba Service, società di servizi della Provincia di Lecce. Per Angelo Tondo, presidente del conosorzio Asi di Lecce e consigliere del Pdl, il discorso sarebbe diverso essendo la sua nomina di competenza regionale. A Palazzo dei Celestini, invece, è da verificare la posizione di Mino Frasca, presidente di Sgm e consigliere del Pdl.

Non è una questione personale, ha fatto sapere Isola, ma di rispetto delle regole. E che non ci siano dubbi sull’interpretazione della norma lo ha confermato la Commissione per la trasparenza e la valutazione della pubblica amministrazione che ha precisato come le incompatibilità riguardino anche i mandati conferiti prima del 4 maggio, giorno di entrata in vigore del decreto (di seguito la delibera in Pdf).

leggi_la_delibera46-2 della Commissione per la trasparenza e la valutazione

A distanza di un mese e mezzo dalla prima sollecitazione al segretario comunale, l’Udc si attende ora una risposta in tempi brevi: “Alla questione etica e politica, si aggiunge poi quella economica in quanto non aver sollevato dagli incarichi incompatibili significa aver fatto percepire emolumenti non dovuti a danno di chi invece ne avrebbe avuto diritto”.

“Gli amministratori incompatibili – spiega il segretario del partito centrista - avrebbero avuto quindici giorni di tempo, a partire dal 4 maggio, per scegliere il proprio incarico ed il segretario generale avrebbe dovuto comunicare le eventuali incompatibilità anche alla Corte dei Conti, per le eventuali responsabilità amministrative. Tutto ciò è stato fatto? Se non è stato fatto su chi ricade la responsabilità? Noi lo avevamo richiesto in tempo, ma siamo stati totalmente ignorati”.   

Sbrogliata questa matassa, bisognerà poi valutare le conseguenze sul piano politico: se, per esempio, Frasca, eletto consigliere nelle fila dell’Udc e poi transitato nel Pdl, dovesse optare per restare in Sgm, allora in Provincia gli subentrerebbe Francesco Chirilli, mentre a Palazzo Carafa il primo dei non eletti del Pdl è Vittorio Solero. 

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