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Doppio incarico: Pendinelli rilancia e incalza il presidente della Provincia

Un'altra polemica vede al centro Antonio Gabellone e riguarda la presidenza della fondazione Ico Tito Schipa. Il consigliere di Patto per il Salento, che ha sollevato il caso, insiste ed elenca "le tessere puzzle" delle nomine del centrodestra

Mario Pendinelli.

LECCE  - Un altro fronte di polemica sferza la Provincia di Lecce oltre a quelle relative all’avvicendamento-rimpasto effettuato in giunta con la sostituzione di due assessori (Rucco e D’Antini Solero rimpiazzate da Metrangolo e Brandi). E’ fuoco incrociato, infatti, tra maggioranza e minoranza sulla vicenda della presidenza della Fondazione Ico Tito Schipa per la quale Antonio Gabellone ha ricevuto un compenso di 14mila euro lordi annui.

E’ stato lo stesso leader della giunta, con una conferenza seguita a quella del suo accusatore, Mario Pendinelli di Patto per il Salento, a dare la propria versione dei fatti e il suo partito ha fatto quadrato. Ma l’esponente dell’opposizione torna oggi sulla questione con ulteriori approfondimenti: “Il presidente della Provincia è presidente della Fondazione Tito Schipa in quanto nel momento in cui la Provincia ha deciso di costituire la Fondazione la stessa Provincia ha approvato lo statuto, con delibera del consiglio provinciale, nominando Presidente della Fondazione il presidente della Provincia. Tant’è che la Fondazione non mette in essere alcun procedimento di nomina, ma fa ciò che la Provincia ha deciso. E’ chiara quindi l’origine della nomina ed è proprio il riferimento alla 122/2010”.

“In contemporanea con la celebrazione della cerimonia del cambio degli assessori – prosegue Pendinelli -, l’onorevole Marti ed il consigliere Congedo mi accusano di vergognoso attacco e di incitamento all’antipolitica. Vergognoso è, nel caso della Fondazione, che si mandi a casa una persona che ha iniziato a lavorare nell’orchestra nel 1993 a seguito di un concorso per titoli. Che lo si faccia lasciando cadere nel vuoto ipotetici non meglio precisati screzi e necessità di risparmi. Questo mentre la Fondazione nel 2011 e 2012 ha usato lo strumento della co.co.co. e nel 2013 il contratto a tempo determinato per assumere senza bandi specifici, ma con invio generico di curricula e poi scelgo io chi voglio senza alcun criterio" .

Pendilli liquida poi così le reazioni di alcuni dirigenti di Forza Italia: “Capisco che l’onorevole Marti ed il consigliere Congedo siano più interessati a comporre un puzzle. Due consiglieri comunali alla guida di Alba Service (D’Autilia) e Asi (Tondo) per conto della Provincia, un consigliere provinciale alla Sgm per conto del Comune (Frasca), un consigliere comunale assessore alla Provincia (Brandi). In attesa della prossima tessera del mosaico, rispondo che proprio questo alimenta l’antipolitica”. Il capogruppo del Partito democratico a Palazzo dei Celestini, Cosimo Durante, ha chiesto la convocazione urgente della commissione consiliare “Garanzia”.

A sostegno di Antonio Gabellone si  è speso il senatore di Forza Italia, Francesco Bruni: “Colgo l’occasione per sottolineare la bontà dell’operato del presidente della Provincia in questi cinque anni di mandato amministrativo. Riassumerei il senso del suo percorso amministrativo con tre parole: lealtà, coerenza, diligenza. La lealtà è quella dimostrata nel rispetto del patto con i cittadini-elettori, senza cedere alle lusinghe di candidature più facili. La coerenza sta nell’aver sempre militato nello stesso schieramento politico, a differenza di saltimbanchi pronti al cambio di casacca ad ogni nuova stagione. La diligenza è quella del buon padre di famiglia che ha risanato i conti della Provincia, senza scappare dall’ente, come è avvenuto in tanti altri recenti casi (Taranto, Brindisi)”.

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