Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Dramma dei senzatetto, l'assessore: "Masseria Ghermi aprirà a fine mese"

Polemiche e un dibattito aperto. E Nunzia Brandi risponde a Sunia, Rotundo e Poli Bortone sul nuovo centro d'accoglienza

Nella foto, una tettoia nella stazione sotto la quale trovano rifugio alcuni clochard.

LECCE – “È una tragedia che si ripete, in una città che non è New York e che non dovrebbe, secondo noi, avere difficoltà a gestire queste emergenze”. Mario Vantaggiato, segretario regionale del Sunia (Sindacato nazionale unitario iniquilini ed assegnatari) parte dalla tragedia di Dino, il clochrd di origine belga morto di freddo e stenti nella stazione ferroviaria, per rilanciare ancora una volta il tema dell’attivazione di un dormitorio pubblico.   

“ll Comune di Lecce si adoperi, in tutti i modi possibili, per evitare che simili circostanze si ripetano”. “Non possiamo certamente essere tranquilli e sentirci con la coscienza a posto se la situazione attuale per i senzatetto continua a restare così com’è ora”, aggiunge.

Vantaggiato esprime apprezzamento alla Caritas per l’impegno profuso, ma sottolinea anche sul fatto che “il problema della crisi abitativa possa essere superato attraverso degli interventi urgenti da parte dei servizi sociali comunali, rispondendo subito su come si intenda combattere l’ormai crescente fenomeno dei senzatetto ovvero l’emergenza abitativa di centinaia di persone e nuclei familiari”.

Il Sunia ritiene anche che il Comune “debba adoperarsi per redigere un piano casa e progettare l’apertura di uno sportello per l’agenzia delle locazioni”, in modo da “monitorare esigenze e offerta di civili abitazioni, così come già fanno altre città d’Italia”. Sono queste, dunque, le tre priorità per Vantaggiato: piano casa, agenzia per le locazioni e dormitorio pubblico. 

Il consigliere comunale del Pd, Antonio Rotundo, accusa l’amministrazione per la “drammatica distanza tra annunci e realtà”, parlando di Masseria Ghermi, dove sorgerà il centro  di prima accoglienza per i senza fissa dimora. “Grazie ai finanziamenti dei fondi europei 2007-2013 quell'immobile confiscato alla mafia è destinato, con progetto Koinè del Comune, ad alloggi notturni per circa 60 posti letto, dando così una risposta ai numerosi clochard e famiglie senza un tetto fisso, una vera e propria emergenza  nella nostra città”, ricorda.

Già, ma si chiede ancora: che fine ha fatto quel progetto? “E' di settembre la conferenza stampa in pompa magna per l'apertura del centro, ma dopo cinque mesi non è ancora attivo e funzionante. C'è, come si vede – dice ancora Rotundo -, uno scarto drammatico tra un’emergenza abitativa che è una vera e propria bomba ad orologeria e la possibile soluzione che, anche è stata individuata, deve fare i conti con i tempi davvero insopportabili della burocrazia”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’ex sindaco del capoluogo, Adriana Poli Bortone. “Bisogna abbandonare la politica dell’effimero, i tempi sono cambiati e le emergenze ormai troppo spesso vengono trascurate. Basterebbe fare un giro in città di tanto in tanto la mattina presto per vedere la gente che dorme accampata per strada per far conoscere agli amministratori una realtà lontana dall’immagine che si vuole dare di Lecce”. 

“Da anni noi perseguiamo l’intento di recuperare l’ex Galateo – continua -, monumento all’abbandono della nostra regione e dell’Asl per offrire un tetto a questa povera gente. Ed invece, nonostante una mozione presentata dal consigliere Scorrano ed approvata all’unanimità dal consiglio comunale, nulla più si è saputo. Tutto tace”. Idem sempre sulla questione di Masseria Ghermi, “che tanto l’amministrazione aveva propagandato ed enfatizzato sulla stampa come luogo dove collocare i senzatetto. Che fine ha fatto, a chi è stata assegnata?”, si chiede Adriana Poli Bortone. 

A tutti risponde a stretto giro il neo assessore alle Politiche sociali, Nunzia Brandi. Che prima precisa: “Dino non era in carico ai Servizi Sociali”; poi aggiunge: “A fine mese apriremo Masseria Ghermi”.  L’assessore si dice “profondamente addolorata per la scomparsa del povero Dino”. “Quanto accaduto ieri rappresenta una sconfitta per tutti noi. Per questo posso assicurare sin d'ora tutto il mio impegno affinché queste vicende non debbano ripetersi mai più”. 

“Come amministrazione, purtroppo - spiega -, non eravamo a conoscenza della situazione di quest'uomo per il semplice fatto che Dino non è mai stato in carico ai Servizi sociali che come è noto monitorano ogni giorno decine e decine di persone senzatetto e senza fissa dimora”. 

Nunzia Brandi dice anche che “Dino non ha mai richiesto un alloggio popolare per trovare una confortevole dimora e il suo nome non faceva parte nemmeno dell'elenco, fornitoci dalla Polizia ferroviaria, di uomini e donne che abitualmente dormono all'interno della stazione. Ma non solo, perché Dino ha sempre rifiutato l'accoglienza notturna offertagli dalla Caritas diocesana, così come ci ha riferito il direttore della struttura”. 

L’assessore parla dunque di “una libera scelta” di fronte alla quale sarebbe stato difficile fare qualcosa. Ma tiene anche ad assicurare che entro la fine di febbraio sarà aperta Masseria Ghermi, che ospiterà il "Centro di accoglienza per persone senza fissa dimora: progetto Koinè". Si trova in via Adriatica ed è destinato ad accogliere persone senza dimora ed ex-detenuti avviati a un percorso d’inserimento sociale. 
 

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