Disservizi nel trasporto urbano e disagi per gli studenti. La denuncia di Link

A distanza di tre mesi dall'entrata in vigore delle riduzioni sugli abbonamenti Sgm, l'associazione traccia un bilancio. Molti universitari hanno usufruito degli sconti ma a monte vi sarebbe un errore negli elenchi trasmessi dall'amministrazione. "E' ora di intervenire"

Un mezzo nel centro di Lecce

LECCE – La sforbiciata sul costo dei mezzi pubblici urbani, decisa dal Comune di Lecce, continua a far discutere. E a non convincere pienamente gli studenti universitari che hanno sempre ritenuto vitale, in quanto parte del diritto allo studio, la possibilità di muoversi da un punto all’altro della città a prezzi accessibili. Da gennaio quest’esigenza si è concretizzata mediante la riduzione del costo dell’abbonamento mensile per le linee Sgm, per cui Link Lecce coordinamento universitario si è impegnata durante lo scorso anno, avviando, a seguito delle mobilitazioni studentesche, dei tavoli di concertazione.

A distanza di circa tre mesi dal suo avvio, l’associazione ha tracciato un primo bilancio, analizzando i dati relativi all’uso delle tariffe ridotte: l’abbonamento di  19 euro per tutte le linee è stato utilizzato da 28 studenti nel mese di gennaio, 41 nel mese di febbraio e  126 a marzo. Invece, l’abbonamento di  15,90 euro per la sola linea universitaria 27 (Express, Esatta, Rapida) è stato acquistato da 59 studenti a gennaio, 78 a febbraio, 282 a marzo. Il calcolo totale fornisce una prima stima complessiva: della riduzione dell’abbonamento mensile hanno beneficiato 87 studenti a gennaio, 119 a febbraio e 408 a marzo.

Il numero di abbonamenti acquistati a gennaio e febbraio, ad ogni modo, trova una spiegazione nel fatto che in quei mesi le lezioni universitarie non erano ancora iniziate. Non è tutto rosa e fiori, però: “Sebbene la riduzione sia stata utilizzata dagli studenti, riteniamo che i problemi causati dagli errori nell’elenco degli iscritti all’università del Salento, trasmesso dall’amministrazione, abbiano avuto delle ricadute negative sull’uso dell’abbonamento ridotto – spiegano i referenti di Link -. Infatti, molti universitari, non presenti nell’elenco, hanno atteso la correzione dell’errore rinviando l’acquisto dell’abbonamento a molto tempo dopo la ripresa delle lezioni oppure l’hanno acquistato a prezzo pieno”.

Link ha già provveduto a denunciare, per tempo, il problema, ma ancora non si è pervenuti ad una  soluzione definitiva. “Ora – incalzano gli universitari - è fondamentale che si intervenga al più presto per risolvere questi disservizi e garantire che la riduzione sia ampiamente accessibile a tutti gli studenti”.

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