Mercoledì, 29 Settembre 2021
Politica

Dubbi sul Piano per il Sud: soldi veri o nuovo bluff?

Dibattito politico ancora acceso sui 100milioni di euro annunciati dal governo per il Piano del Sud: la Poli Bortone storce il naso, ma il Pdl si stringe intorno a Fitto e professa ottimismo

LECCE - Annunci propagandistici o svolta epocale? Il piano per il Sud, annunciato dal governo Berlusconi, continua a far discutere gli schieramenti sulle cifre in questione e sul modo di reperire i fondi messi a disposizione sulla carta per il Meridione. Cento milioni di euro che ballano da una parte all'altra, ma che, secondo diversi esponenti politici nazionali e pugliesi, sarebbero l'ennesimo "bluff".

Ma cosa c'è dentro il nuovo Piano per il Sud varato dal Consiglio dei Ministri? La domanda è proprio questa. Da fonti parlamentari, pescate tra chi ha avuto modo di guardare lo "Schema di attuazione del Piano nazionale per il Sud", in realtà, risulterebbe che si faccia molta confusione, con l'elencazione di tante iniziative non ben chiarite: dalle infrastrutture per lo sviluppo alla scelta di qualità e formazione professionale per la valorizzazione dei talenti, università e ricerca, servizi pubblici locali, sicurezza e giustizia, riforma degli incentivi all'investimento e Banca del Mezzogiorno.

I dubbi sorgono intorno alle risorse che dovrebbero finanziare tutto il piano. E non fa mistero delle perplessità sollevate dal disegno governativo Adriana Poli Bortone, che ribadisce come il Piano per il Sud, così come appare, sia "un'offesa all'intelligenza dei meridionali" per diverse ragioni. In primo luogo, per la Poli, "perché, come dice Tremonti, è solo una proposta inviata a Bruxelles e sulla quale si inizierà a parlare con la Commissione Europea in un negoziato, a suo dire, 'né breve né facile'": "C'è da chiedersi - afferma -, quindi, perché l'Italia lo inizi a soli tre anni dalla fine della Programmazione comunitaria 2007-2013. Non sarà perché il governo italiano potrà in questo modo scaricare la colpa sulla Commissione europea, nel caso in cui questa risponda picche all'approvazione del Piano per il Sud?".

In secondo luogo, per la Poli bisognerà capire se l'invenzione dei "Contratti Istituzionali di Sviluppo" che soppianteranno i Par, equivalga a dire che le Regioni, che hanno stentato a farsi finanziare i Par, "dovranno ricominciare punto e daccapo il lungo e faticoso iter di approvazione e finanziamento"; il terzo motivo è nella singolarità della Legge di stabilità (Finanziaria) in discussione in Senato e "che sappiamo dovrà essere approvata, per ordini superiori, senza nessun emendamento, non vi è neanche la velata traccia di questo fantomatico 'Piano per il Sud'".

Una quarta motivazione, per la Poli, si trova nel fatto che si realizzi "una manovra finanziaria, lacrime e sangue per gli italiani, con tagli orizzontali e quindi non selettivi in tutti i ministeri, che non si riesca a trovare qualche miliardo per coprire le esigenze dell'Università e che dal cilindro vengano, fuori, all'improvviso, 100 miliardi per il Sud". Inoltre, "a prova di tutto ciò - prosegue - non è sintomatico il silenzio-assenso della Lega che inorridisce al solo pensiero di poter ricevere qualche tonnellata di rifiuti dalla Campania nella sua Padania e poi accetta addirittura che 100 miliardi, pari 3 0 4 finanziarie, siano destinati solo al Sud?".

"Ma non mi pare - aggiunge la Poli - che il 4 maggio 2009 nel corso del convegno 'Sud 2007-2013, ultima occasione', tenutosi al Teatro Massimo di Palermo, l'allora Ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola, avesse già firmato il 'Contratto per il Sud', un documento, si diceva, con gli impegni che il governo avrebbe dovuto mantenere nel corso della legislatura a favore del Mezzogiorno? Di quanti lanci ha bisogno il governo per potersi finalmente impegnare concretamente per il Sud? Ma mi faccia il piacere!".

Di tutt'altro avviso il capogruppo alla Regione, Rocco Palese, che dichiara: "Le risorse ci sono (circa 100 miliardi di cui 80 immediatamente disponibili e 20 in via di programmazione) e sono quelle che le Regioni meridionali purtroppo non sono state capaci di spendere o stanno spendendo in ritardo. Ma la vera svolta è nella responsabilità richiesta da oggi non solo ai cittadini ma anche agli amministratori locali".
"Chi come la senatrice Poli Bortone e parte della sinistra - ha affermato Cosimo Gallo - parla di mancanza di risorse, mente sapendo di mentire. Sa bene la Poli che le risorse ci sono e sono quelle che lei insieme a noi, finché era nel Pdl, ha rimproverato a Vendola e alle altre Regioni rosse sprecone, di non saper spendere o di sperperare. E c'è nel Piano Sud, fra le tre infrastrutture ferroviarie strategiche per il Sud, l'alta capacità ferroviaria da Napoli che, grazie al ministro Fitto, non si ferma più a Bari, ma arriva a Lecce e Taranto".

Il capogruppo alla Regione, Rocco Palese, ha aggiunto: "Lo dice bene anche Oscar Giannino oggi su Il Mattino: chi dice che i soldi sono sempre gli stessi fa solo propaganda. Al Sud serve una colossale iniezione di capacità amministrativa, politica e tecnica e, ancora, chi chiede più soldi andrebbe fischiato dai contribuenti italiani. Basta guardare alla Puglia di Vendola: il vecchio Fas è stato speso si e no al 40% e della nuova programmazione comunitaria 2007 - 2013 si è no il 2% e quasi tutto in concertini e festival del cinema che servono all'autopromozione politica del presidente. Neanche una grande opera infrastrutturale è stata programmata né realizzata in Puglia negli ultimi sei anni e quelle programmate e finanziate da noi (vedi la ss 275 o i tre dissalatori) Vendola ha fatto di tutto per cancellarle".

"Questo Piano - ha aggiunto Palese - non solo è una sfida alla responsabilità delle classi dirigenti, ma finalmente introduce il principio che anche nella pubblica amministrazione chi sbaglia paga e viene commissariato perché è previsto che il governo, trascorsi invano i tempi stabiliti per la realizzazione delle opere, possa applicare poteri sostitutivi. Infine è chiaro che Vendola e i suoi assessori sono molto preoccupati da questo Piano perché il governo Berlusconi sta finalmente restituendo ai cittadini tramite infrastrutture e sostegno allo sviluppo quei fondi che loro hanno usato e speravano di continuare ad usare per finanziare la campagna elettorale del Presidente in giro per il mondo".


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