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E il comitato delle primarie lancia la sfida al Pd

Gli elettori del centro sinistra rivendicano il metodo di democrazia partecipata, nel Dna del Partito democratico. E avvertono: "Nessuna scelta del candidato sindaco che non sia frutto delle primarie

La sede del Pd provinciale a Lecce

LECCE - Non sappiamo se la frase di Piero Calamandrei (https://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Calamandrei) sortirà un ripensamento nel Pd delle stanze a porte chiuse e invalicabili al semplice cittadino di area. Molto difficile giurarci. Ma il comitato spontaneo di elettori del centro sinistra leccese, 24 persone che vengono dal mondo dell'associazionismo, gente comune che lavora e vive come tutti la città (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=30049), propone le osservazioni di Calamandrei e ci prova.

Prova a scendere in campo per raccogliere firme on line, oltre 100 in 24 ore, e rivendicare il metodo di democrazia partecipata (non era ormai nel Dna del centro sinistra?), che si chiama primarie. E che rischierebbero di saltare, se tutto non rientrasse nella fantapolitica, per i diktat che giungerebbero da Roma sul nome del candidato sindaco alle amministrative della prossima primavera.

"Nel pensiero di democrazia - scriveva Calamadrei nel 1950 - la classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall'afflusso verso l'alto degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie. Ogni classe, ogni categoria deve avere la possibilità di liberare verso l'alto i suoi elementi migliori, perché ciascuno di essi possa temporaneamente, transitoriamente, per quel breve istante di vita che la sorte concede a ciascuno di noi, contribuire a portare il suo lavoro, le sue migliori qualità personali al progresso della società".

Questa mattina, nella sala della libreria Ergot di piazzetta Falconieri, quattro rappresentanti del comitato, Paolo Paticchio, Matteo Pagliara, Gabriele Molendini e Andrea Ferreri, hanno spiegato nel dettaglio cosa intendono fare per contrastare l'eventuale decisone del Pd provinciale, come quella di tirare fuori dalle segreterie il nome del candidato sindaco bypassando le primarie cittadine.

E non parlate al comitato di partecipazione al tavolo tecnico del Partito democratico, potenziale invito, chissà, da parte della segreteria provinciale bocciato a priori "perché - spiegano - siamo per le primarie punto e basta".

Casomai non fosse chiaro il concetto: "Vi chiediamo di sciogliere subito ogni riserva - tengono a dire al Pd - di fissare la data per le primarie e mettere in moto il meccanismo per la scelta del candidato sindaco nel novero dei nomi che verranno indicati e daranno la propria disponibilità in tal senso".

E di nomi per il candidato del centro sinistra, a dire il vero, in queste settimane di fine stagione ne sono girati tanti. Ultimo quello dell'avvocato Ernesto Sticchi Damiani, benvisto, si dice, da Massimo D'Alema. E poi quello di Loredana Capone, sempre del Pd, di Cosimo Casilli (Pd), Sabrina Sansonetti (Idv). Ma nella corsa del Partito democratico sul nome da spendere, dicono i bene informati, gioca pesante l'ipotesi di coalizione tra Pd e Udc, anche se in casa dello scudocrociato i problemi non mancano.

Ora, quello che si chiede l'elettore comune mortale del centro sinistra è una cosa molto semplice, semplice come il diritto di scegliere il proprio candidato sindaco attraverso le primarie. "Non vogliamo più dare la preferenza al meno peggio, giocare in difesa, ma intendiamo la politica partecipazione attiva. E' assurdo - affermano - che dal centro sinistra non si sia levato un discorso sul programma per la città, su cosa fare per Lecce, ma solo nomi su chi scenderà in campo per la competizione elettorale alla carica di primo cittadino. Non siamo contrari ad alcun nome - precisano - ma vogliamo che sia il popolo del centro sinistra a scegliere il proprio candidato sindaco e non le segreterie di partito. Le primarie sono un metodo alto di fare politica mentre qui constatiamo che la distanza tra la politica e i cittadini si fa sempre più abissale".

E aggiungono: "Il segretario cittadino del Pd Fabrizio Marra dice che l'importante è vincere, certo, ma noi siamo dell'idea, invece, dell'importanza di convincere. Non serve una accozzaglia di sigle ma un progetto di grande interesse pubblico per la città".

"Se noi abbiamo un candidato sindaco? No - è la risposta secca del comitato -, non abbiamo candidati ma siamo qui per puntare sul metodo, il metodo delle primarie".


Raccolta di firme non solo on line (https://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=primale), ma anche sui banchetti che a breve saranno organizzati in alcune zone della città. Non sappiamo se per il Pd questo è visto come un campanello d'allarme, oppure se il malcontento resterà isolato senza pesare sul bacino di voti del centro sinistra, ma le recenti elezioni amministrative di Milano e Cagliari, per citare solo due casi, non sono eventi accaduti su Marte.

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