Ecotassa, Regione fa dietrofront e Blasi incalza: "Chiudere il ciclo dei rifiuti"

Il consigliere di maggioranza commenta con sollievo la decisione della giunta, dopo anni di contenzioso, di non applicare la tariffa massima per il 2020

LECCE - Sulla querelle sull'ecotassa, dopo una serie di pronunciamenti in sede di giustizia amministrativa sempre contrari alla Regione Puglia e favorevoli ai Comuni, arriva il ravvedimento della giunta guidata da Emiliano che per il 2020 ha deciso di applicare la tariffa minima a tutti gli enti che dimostrano di aver ridotto il conferimento in discarica dopo un processo di trattamento e selezione, indipendentemente dalla percentuale di raccolta differenziata raggiunto. Il governo regionale ha comunque stabilito un meccanismo di premialità per i Comuni più virtuosi. 

La strada era già segnata da tempo: il 28 aprile il Tar di Lecce aveva accolto la richiesta di sospensiva avanzata dall'avvocato Luigi Quinto per conto di tutti i comuni della provincia di Lecce (tranne due) in merito alla richiesta di pagamento avanzata, per l'anno in corso, al massimo della tariffa. Resta ora da risolvere l'arretrato, posto che per il periodo 2014-2019 la Regione deve restituire una somma pari a circa 15 milioni di euro.

La marcia indietro del governo regionale è stata commentata con soddisfazione dal consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi: "Finalmente una buona notizia per i Comuni e una decisione di buon senso per l’ente, che così evita una ulteriore batosta giudiziaria dopo le sentenze passate in giudicato dal Tar e dal Consiglio di Stato in cui si ritiene illegittima l’applicazione della tariffa massima. Sono particolarmente contento che la Giunta sia approdata su più sagge sponde dopo anni di contenziosi giudiziari (tutti persi dalla Regione), dimostrando di saper ancora ascoltare i modesti suggerimenti di chi da mesi indica questa soluzione come la più sensata".

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Secondo Blasi, "il massimo, poi, sarebbe se la giunta regionale facesse un ulteriore sforzo e recepisse i suggerimenti, ormai molto più che reiterati, riguardo alla chiusura del ciclo dei rifiuti, ovvero la costruzione di impianti di compostaggio interamente pubblici, sia nella costruzione, sia nella gestione, di piccola taglia - non oltre le 30mila tonnellate - e a digestione aerobica. Resto fiducioso.

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